Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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giovedì 23 gennaio 2014

Mia Nonna dello Zen ♦ Ermeneutica di mio nipote V.S. Gaudio

Mia Nonna dello Zen a Paul Ricoeur
#Chi è mio nipote il poeta?
La terza implicazione della sovranità – con la corrispettiva regola negativa d’esclusione – si rende manifesta in quella che comunemente chiamiamo carta d’identità. La nostra appartenenza allo Stato-nazione, con il suo territorio e la sua cittadinanza, costituisce una parte della nostra identità personale. E’ ciò che si definisce “stato civile”: la carta d’identità comporta infatti cognome e nome, luogo e data di nascita, nazionalità. La nazionalità è allora parte della nostra identità personale, che costituisce a sua volta un frammento della nostra identità d’appartenenza.

[►da: Paul Ricoeur, Straniero, io stesso, in: Idem, Ermeneuticadelle migrazioni, Mimesis 2013]

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Posto il cognome cambiato al mio discendente poeta, la sua identità personale quale nazionalità ingloberebbe, e, correlativamente, essendo falso il cognome datogli, saranno falsi anche il nome, il luogo e  la data di nascita? E i genitori chi saranno allora?
[→da: Mia Nonna dello Zen, Se l’articolo 22 della Costituzione è stato violato, a chi apparteniamo?]