Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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mercoledì 26 febbraio 2014

Purtuǎllë vs Portogallo?

§L’arancia dei cani
by Gaudio Malaguzzi

Anche qui, dove l’arancia è chiamata “Purtuǎllë”, i cani uccisi o crepati non vengono seppelliti, come nel resto d’Italia e anche nella Repubblica di S.Marino e a Malta, e perché no?, al Vaticano, ma restano a marcire come in Portogallo e a rinsecchirsi all’aria. Come ad Alentejo – così narra Thomas Bernhard in “Fertilità”(1) – se pure vengono trascinati via dalle strade, rimangono poi abbandonati sul ciglio sinistro e destro delle strade, anche provinciali, ancorché fino a pochi anni fa questa strada provinciale fosse strada statale così lunga e percorribile da poter giungere anche a piedi, volendo, fino a Reggio Calabria. C’era Mia Nonna dello Zen, che, saggia com’era,buttava i cani morti sotto gli alberi d’arancio, sui quali il raccolto è sempre stato almeno il triplo che sugli altri. Tant’è vero che il vero “purtuǎllë”, che ebbe a mangiare il poeta – quello del Giardino Zen dell’Arancia – non fu mai minimamente eguagliato in sapore e agrumitàda nessuna delle altre arance che, durante la sua biografia, il poeta dovette mangiare.

(1)Contenuto in Thomas Bernhard, L’imitatore di voci© 1978; trad.it. Adelphi, Milano 1987.
▐ Il Giardino Zen dell'Arancia