Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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mercoledì 30 aprile 2014

♦ Parrottëvend 2

La macellaia non è del paese dell’orrore
by Gaudio Malaguzzi
Non c’è dubbio che ci sia un mondo invisibile, come ebbe a scrivere Woody Allen. E non c’è dubbio che ci sia un paese dell’orrore, e questo sia quello in cui è stato formalizzato l’atto di nascita del poeta.
Di avvenimenti inspiegabili e raccapriccianti ne succedono di continuo, altrimenti Freud dove l’avrebbe preso l’Unheimliche? Un uomo fa una carneficina e dice che è stata una voce a insufflargli l’atto di esecuzione; un altro se ne va in Irlanda e per non aver fatto scacco matto trucida l’avversario e afferma che gli ha mangiato il cuore, invece, grazie a Dio, era solo il polmone, e pensare che era andato lì per imparare la lingua, e che cazzo se ne fa un siculo cannibale della lingua irlandese? E allora, ci si chiede, perché non gli ha mangiato la lingua al suo avversario? Un terzo si sveglia  e si ritrova in mutande in Vaticano, e lui pensava che era in metropolitana per il giorno delle mutande, ma il perturbante sta nel fatto che, a guardare le foto di quel giorno in metrò, ne avessimo visto una di fighe in mutande come Dio comanda, ma quale La Perla e L’Agent provocateur, tutte mutande, manco Sloggi, in cotone allentato dal viola pallido al rosa bibita al verde indefinito della palude nel pantano di Villapiana!

Quanti di noi, la mattina dopo, hanno provato un senso di vergogna? Cosa c’è dietro questa esperienza dell’andare in mutande in metropolitana,  come mai non è ancora uscito un libro che , riferendosi a ricerche in merito fatte come minimo dai reparti sociologici delle Università che, per fare un corso di italiano, a sette studenti di lingua madre inglese, indicono un corcorso internazionale e lo fanno vincere a un italiano a cui gli fanno fare il corso per un solo anno accademico, mentre gli altri sette del dipartimento fanno la battaglia dei Gesuiti via e-mail e la banca di stato di quell’isola che gli deve accreditare lo stipendio chiede, tramite lo Ior, delucidazioni sul precedente conto che il soggetto aveva con Bancoposta? E, appunto, dopo aver rovinato la vita familiare, e tenuto prigioniero nell’isola quell’italiano, lontano dal suolo patrio, cosicché la compagna potesse provvedere a posizionare meglio il cavallo di Troia, ci danno questi risultati scientifici sulle mutande mostrate quel giorno in metropolitana? Per fortuna, quel paese dell’orrore, in cui c’è l’atto di nascita del poeta, esiste ancora, ed è quello il paese in cui, è questo che divulgarono nelle cronache, avvenne che un giorno una donna,avendo rinvenuto il padre in due pezzi davanti casa decise che era meglio inscatolarlo e quindi, comprato un ceppo presso il locale rivenditore di legnami, con un’accetta ottenne tanti pezzi quanti potevano essere stipati in sette, otto scatole, che, naturalmente, aveva preso dalle scatole svuotate di un locale supermercato, vai a vedere magari erano scatole che all’origine contenevano insaccati, ma l’orrore è che questa attività di macellaia, nonostante ci siano italiani che vadano in Irlanda che per imparare la lingua mangiano il polmone del locatore e che, a conferma che la lingua non l’avevano ancora imparata bene, sono convinti di avergli mangiato il cuore, la macellaia non era andata in Irlanda, né aveva vinto quel concorso internazionale, con 120 partecipanti, all’University of Malta, né si era ritrovata una mattina in Vaticano in mutande a fare un prelievo al Bancomat e quella mattina era la mattina della Befana e come abbiamo saputo la Banca d’Italia aveva bloccato tutti i bancomat del Vaticano e allora, adesso, come faccio? Dove lo compro un coprimutande, una tonaca, se qui parlano solo in latino?

Il paese dell’orrore, d’accordo. Ma la macellaia, il macellato, forse anche l’accetta e il ceppo, e anche le scatole, chi lo sa?, non sono del paese del poeta, sono di un paese italo-albanese, e il paese dell’orrore è ormai totalmente occupato da tutti gli italo-albanesi che,venuti a vari strati generazionali, dai loro paesini interni d’origine, si son costruiti, lira su lira, sudore su sudore, sangue su sangue, la loro ennesima abitazione nel luogo che oltre ad aver dato origine all’atto di nascita del poeta si origina dal nonno del poeta, a cui, per orrore o errore?, gli tolsero prima il cognome e poi lo tennero segregato fino alla morte in una casupola di fronte a quelli, della sua famiglia di origine, che il cognome gliel'avevano tolto. Insomma, anche questo è un fatto di sangue e di macelleria.