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Mia Nonna dello Zen ♦ Ermeneutica del diritto di proprietà di mio nipote V.S.Gaudio

Mia Nonna dello Zen a Paul Ricoeur
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Che ne è del diritto della proprietà 
di mio nipote il poeta?

Vorrei citare al riguardo un testo di Kant, tratto da Per la pace perpetua, che richiama al “diritto della proprietà comune della superficie terrestre, sulla quale, in quanto sferica,  gli uomini non possono disperdersi all’infinito, ma alla fine devono sopportare di stare l’uno al fianco dell’altro; originariamente però nessuno ha più diritto di un altro ad abitare una località della Terra”.
[►da: Paul Ricoeur, Straniero, io stesso, in: Idem, Ermeneutica delle migrazioni, Mimesis 2013]
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Se quello che Paul Ricoeur chiama l’”abitante stanziale della nazione” è uno gliarone e sappiamo che lui ha più diritto di mio nipote, che è straniero perché non avendo il cognome di appartenenza non ha nemmeno la nazionalità, ad abitare la località della Terra in cui hanno formato l’atto di nascita di mio nipote, questo abitante stanziale della nazione, giacché non può disperdersi all’infinito, e avendo il diritto di abitare una località della Terra, una volta occupatala, tutto quello che afferiva al diritto alla proprietà di mio nipote, essendo stato fatto abitante stanziale della nazione nella stessa località occupata dallo gliarone, sarà trasferito e inglobato alla proprietà infinita dello gliarone?
[→ da: Mia Nonna dello ZenSe l’articolo 22 della Costituzione è stato violato, il diritto della proprietà è dello gliarone ?]


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L’apparizione di Ide DafìnashitësLa terra trasfonde vibrazioni continuedentro il cuore, e questo sei tu per comesei avvenuta, in quella giustezza e misuraDio, è questa la suonatrice del violino,ed è da allora che avendolo scopertoche sei impareggiabile per come saisuonare il violino, ti costringo semprea suonarmelo il Berg, di là venendo da estun po’ dal mare e tra gli alberi, che cosa vediun campo di trifoglio maturo ? O un pratoda attraversare dopo che l’hai fatta nel sottopasso?Tra te e il canale, e il deposito che man manolasci giorno dopo giorno lustro come seavesse la luce del sole ed è sul muschio intrisodi zenzero e miele dello shummulo, c’è vento nel granoturco verso ovest  oltre la ferroviae il poeta sente il fruscio delle tue sottanequando ti abbassi a farne colare immondae immensa contro la siccità e la stitichezza,come può il poeta coltivare i suoi cento acrise è perso nel suo Berg e nello shummuloche con un misto di corni, fagotti e Ellie Gouldingostinatamente fa sul tuo…

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militare alla Direzione di Commissariato X CMT Napoli: 
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