Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

UH-NOIR│ Uh Magazine│ L'ipersoluzione territoriale e il delitto Bergamini

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domenica 14 dicembre 2014

♦ L' arme dell'Excêntrico Purtuâll

Che noia l'eredita'
Luis Carlos de Noronha Cabral da Camara, nobile portoghese, e' passato a miglior vita lasciando tutti i suoi averi, 2 proprieta' immobiliari, un'auto e 25mila euro in contanti, a 70 sconosciuti scelti a caso dall'elenco telefonico di Lisbona.
L'uomo non aveva eredi, e' il primo caso al mondo di equo eccentricita'. 
L'orangerie di
Mia Nonna dello Zen

(Fonte: BBC News)
La notizia, che sarà comica, non ci sono dubbi, in me ha destato l’Heimlich; l’Heimlich come è passato? Ma da mia nonna, quella dello Zen, e nel suo Zen questo c’è scritto in merito al lascito:

-Nel suo ultimo giorno di vita mia nonna scrisse 99 cartoline postali e incaricò sua figlia Rosa di spedirle. Poi morì. Sulle cartoline c’era scritto: “Sto per andarmene da questo posto. Quando tornerai non ci sarò. Di me non resterà niente. E tu ti chiederai: Era mia nonna? 99 volte. Andrai nell’aranceto dopo la mia morte per 99 volte e 99 volte mi vedrai sulla montagna pietrosa dei fichi d’India. Per scoprire chi effettivamente ero e se effettivamente ti ho lasciato anche un solo “purtuâll” dovrai far rimuovere a 99 briganti il cumulo di pietre badando che ognuno rimuova solo 3 pietre alla volta”. -
Allora, come entra l’Heimlich? Tutto insieme e di lato, con la sua obliquità semantica: sapete come la si chiama, l’arancia, nel dialetto del Delta del Saraceno, il dialetto di mia nonna, la Maestra dello Zen dell’Arancia? “Purtuâll”, cioè “Portogallo”(cfr. Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli:[dal Portogallo, da cui proviene; av. 1755]s.m. Arancia).
Il nobile portoghese, con un nome, se andate a vedere e come succede spesso tra i “nobili”, del tutto ignobile prendendolo compresso com’è tra “Caprale”[“Cabral”] e “Nodo[della]scabbia”[“nó”=”nodo” + “ronha”=”rogna”,”scabbia”, ma anche “furbizia”,”astuzia”], ma che porta al “Municipio”, al “Comune”[“Camara”], e le cartoline di mia nonna sono tutte indirizzate al Comune, come è logico presupporre che le 70 persone pescate nell’elenco telefonico da Cabral da Camara afferiscano tutte al Comune , alla Camara, di Lisboa.
E la rogna? Abituale nel ramo, quindi quasi genetico, ereditario, e, se vogliamo, stemma araldico, del marito della nonna, il nonno. Ma, quel che mi lascia sconvolto è che il titolo nobiliare,e quindi il blasone da cui comporre l’arme, a chi lo ha lasciato, a tutti e 70?
Il “Cabral” potrebbe far presupporre l’esistenza nell’arme della “capra” che molti araldisti escludono dall’arme come le pecore, i porci, le galline, le lepri, le oche, gli asini, i conigli perché animali ignobili, anche se molte illustri ed antiche famiglie contraddicono a questa pretesa, tanto che la capra, con l’asino, la pecora e financo il topo è quadrupede frequente nelle armi.