Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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martedì 23 giugno 2015

Aurélia Didou Rocher ♦ Andate su, andate giù

Mettir in oun logouo
ove, spétar oun poco
no fazir presto
in questa rada, racontar
la istoria, voi mirar bonou
mi mirato iéri il momento molto bouno
qué montar, voi laschiar counchar per mi
voi estar, voi mettir dentro, mettir ferro, rangiar
toutto, toutto il moundo qué trionfar,
voi tornar dritto, ritornar moucho bonou.
Cosa voi quérir counchar? Voi laschiar counchar
per mi.
Voi mountar,
voi baschiar
con la cabessa, tésoro, ténéro, chouja-chouja
mi gustar, mi tastar, rimettir in logo.
Si, andar siémé siémé[*].



[*] “State in un luogo
dove vi fermate un poco
non fate presto
in questa rada, raccontate
la storia, fate attenzione
io ho visto ieri il momento sublime
che ascendeva, immergetevi, impiombate, mettetelo tutto
a posto, tutto il mondo che trionfa,
rimpettitevi, ricrescete delizioso
che vorreste fare? Lasciate fare a me.
Andate su,
andate giù
con la testa, l’esprit, tesoro, tenero, dolcemente,
mi piace, lo assaporo, reimpostatelo.
Sì, andiamo insieme”.