Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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venerdì 10 luglio 2015

Ignazio Apolloni ░ Fax a V.S.Gaudio


24.11.2009

           

                                                                                   A V.S. Gaudio
                                                                                   Contrada Torre del Saraceno, 1
                                                                                   87076 Villapiana Lido (CS)
                                                                                  Fax 0981/56832

Mio caro
Non so se davvero hai intervistato Sanguineti e se quelle sono state le sue risposte (Pensionante dei Saraceni # 2/3) ma è certo che non si può non riderci sopra della modestia del poeta (qualcuno dice il più grande, il caposcuola): colui che minimizza se stesso ed allo stesso tempo si siede sul trono dell’universo poetico a braccia poggiate sui braccioli.
Alcune battute sono davvero divertenti (leggi: “Stavo sulle palle a Gilberto Finzi”); altre decisamente aforistiche (“Il gene dell’esibizione va a destra sul palcoscenico e a sinistra sulla carta”, riferito ai poeti esibizionisti quale lui è stato); altre ancora prive totalmente di senso (“La prima dote di un grande poeta è la danza. Pensa alla Welch, quant’è intrigante il suo movimento”: sul palcoscenico o davanti la macchina da presa?); “Rivela l’anima” (laddove finalmente sappiamo dal sommo poeta che l’anima esiste, vivaddio!).
Per il resto sono semplicemente curioso di sapere se mai più Sanguineti sia ritornato in Calabria a danzare: magari portandosi appresso la compagnia di Pina Bausch.

Ignazio

La cover del pensionante de’ saraceni n.2-3  
a cui fa riferimento Apolloni 
lecce, marzo-giugno 1985
   
│La prima pagina dell’intersvista di V.S.Gaudio a Vuesse Gaudio