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Ignazio Apolloni ░ Ultima lettera a Sebastiano Vassalli




gaudia 2.0 ricorda SebastianoVassalli  con questa  ultima lettera di Ignazio Apolloni, anch’egli scomparso alla fine di febbraio!

10.6.2008


                                                                                  A Sebastiano Vassalli
                                                                                 
                                  

Ho letto che sei stato a Palermo invitato dall’Università nell’ambito del ciclo di incontri con gli scrittori e mi duole di averlo saputo a cose fatte: sarei venuto a incontrarti, non certamente però per sentire parlare di sociologia della letteratura nella quale invece sono versati Natale Tedesco e Domenica Perrone – a condizione però che ne venga investita la componente siciliana.
Sai bene come io sia tipo insofferente nei confronti del sicilianismo (che ovviamente sa di provincialismo ed anzi meglio di cecità, grettezza) e come invece mi interessino le grandi problematiche e le progettualità, sebbene utopiche.
Ci siamo intesi, un tempo, fino al 2001 (l’ultima nostra corrispondenza).
Per fare uscire dall’angustia in cui si trovava la poesia lineare e quella puramente “visiva” mi sono appassionato all’idea di una Singlossia lanciata – come si trattasse di dadi – sul tappeto della discussione sui massimi sistemi. Purtroppo non sei riuscito a digerirla (ti ricordava piuttosto il singhiozzo, il singhiozzare) ma in verità pochi se ne sono innamorati.
Oggi sono il solo che ancora ci crede, ne avverte la presenza nella vita – e direi nel cosmo – e basta pensare all’esperimento in atto sulla ricerca e possibile scoperta dell’antimateria e delle leggi che per fortuna non la fanno collidere con la materia.
Ho pronto un “romanzo” che fa muovere la protagonista (ancora una donna) dentro l’universo matematico e scientifico – non proprio alla stregua di quello di Wells “Una esplorazione per il futuro”.
Uscirà presto. Se vorrai te ne manderò una copia (come solevi fare tu finché non ebbi a confessarti che avevo dato uno dei tuoi libri dedicatimi, in lettura ad un amico: anche perché si era bagnato a causa di un’onda anomala mentre lo leggevo stando su una sedia a sdraio sulla riva del mare, ma ne avevo comprato una copia identica e perciò ero riuscito a leggerlo nella sua interezza).
Io continuo ad apprezzare la tua scrittura (molto meno mi interessano le copie vendute).
Devo averti detto qualcosa di sgradevole a proposito del Cigno se hai deciso di non darmi più tue notizie (che comunque ho attinto dalla stampa).
Ti auguro un mondo di bene – ecco che ritorna il mondo, al quale guardo con sempre maggiore interesse.

Ignazio




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