Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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giovedì 1 ottobre 2015

Aurélia M Gurgur│Aurélia Steiner de Durrës

Ti që më ndjek,
je i sìgurt për të kuptuar e time gjuhë?
(Tu che mi segui,
sei sicuro di intendere la mia lingua?)

Aurélia Steiner de Durrës




Verso sera , qui, ci sono sempre colpi di luce all’orizzonte, anche se il tempo è stato coperto tutto il giorno; anche se è piovuto, le nuvole, in un istante, si allontanano e lasciano passare la luce del sole.



A questa latitudine, perpendicolare al Meridiano dei 78 minuti, visto da una prospettiva d’insieme, dal lato del senso, il mondo è ben deludente; visto nel dettaglio, colto di sorpresa, befas, è alla sprovvista, improvvisamente è sempre di un’evidenza perfetta, come se il fotogramma, di colpo, reso immobile, facesse culminare al Meridiano l’immediatezza drammatica e segreta dell’Altro.







C’è questa lunga sera sabbiosa, e non ci sono i venti del nord in questa insenatura nell’ampia sala da pranzo dell’albergo Adriatik una giovane seduta a gambe divaricate con la sinistra tiene aperte le labbra della vulva, mentre con la destra si passa la punta dell’archetto sul clitoride in un lieve tremolo.



Non è su uno sgabello nella sua camera da letto, non è a Manila.
Non è una violoncellista ventiquattrenne.
Non è S. che, ne La suite vénitienne, si traveste e si fa bionda per seguire l’altro, per farsene specchio senza che lui lo sappia[1].



[1] Vedi:Jean Baudrillard, La suite vénitienne, in: J.B., La trasparenza del male, trad.it. Sugarco edizioni, Milano 1991.


v.s. gaudio □ Aurélia M Gurgur │Aurélia Steiner de Durrës