Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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martedì 20 ottobre 2015

Vuesse Gaudio ⁞ Non avevo paura di...Linda Wolf! ⁞


Vuesse Gaudio⁞astratest:
sei un vero
Vergine?


¨Quando  Vuesse Gaudio non aveva paura di Linda Wolf!
"Astra" n.9-1983:Linda Wolf 
Il segno del mese

Il creatore degli astratest, insieme, qui nella rubrica del segno del mese, con la veterana delle astrologhe. Che, forse, a pensarci bene, adesso, era lei che poteva aver paura di Vuesse Gaudio?! D’altronde, in quegli anni, apparve in un convegno (internazionale) a Campione d’Italia, intervenendo tra le tavole rotonde, Silvio Ceccato, che, lui sì, non riusciva a non temere Vuesse Gaudio, che, invero, quella volta, era un po’ a disagio, non perché avesse mangiato pesante o peperoni e salsiccia calabrese ma, per aver , non tanto semplicemente, cambiato occhiali.
Vuesse Gaudio, che stava lì  a tenere una tavola rotonda sui comportamenti e gli atteggiamenti, e Silvio Ceccato faceva la sua murphologia del tempo sugli atteggiamenti, aveva paura, questo è vero, dei preti che in quei convegni venivano a fare teologia cristiana, e a un certo punto il poeta saraceno temeva di veder apparire, da un momento all’altro, Theodor Adorno, sì, l’ammirato autore dei Minima Moralia, che applicando pedissequamente la sua  inutile e disastrosa, o forse semplicemente contestualmente opportunistica, tesi di dottorato, avrebbe ribadito le solite cazzate della scolarizzazione similborghese sull’astrologia di massa.

Comunque, ai convegni di “Astra”, si mangiava bene. Si beveva anche. Girava uno Sbrinz che,adesso che ci si pensa, se non fosse stato così planetario e cibernetico, non avremmo mai avuto Cybersix, patagonica lei e patagonico il formaggio svizzero, di Trillo e Meglia. Vuoi vedere che Cybersix era Vergine e, quando è arrivato "Astra" a Meridiana, e lì stava finendo l'inverno, si è fatta l'astratest di Vuesse Gaudio tanto che è uscito che era una vera Vergine e perciò ancor di più cibernetica? E poi, quando il creatore degli astratest l'ha intersvistata, perché non ha rivelato che anche lei va matta per lo Sbrinz? 

⁞ Avete notato come, nella wordle, non essendoci lo sbrinz, c’è addirittura la parola “astratte”, che, mella trasposizione del word nella bozza del testo, fu originata da “astratest”: difatti, abbiamo riscritto “astratest” e automaticamente in word è stato scritto “astratte”. L’abbiamo corretto. Se nella wordle appare un lemma inesistente , vuol dire che il pesce tipografico sia stato ritrovato? Ma, ammesso che lo si sia ritrovato, avendolo riconosciuto come “astratte”, che cosa entrerebbe nel suo paradigma?  La paura, la salsiccia, lo svizzero? O “astratte” sarebbe il lemma delle considerazioni di Adorno nella sua scolastica dissertazione?

Incredibile: nella Wordle non c’è traccia dello sbrinz, via, è sparito, 
archetipo-sostantivo dell’Heimlich di Freud. In compenso, 
già da allora sottentra…Silvio, archetipo onomastico dell’Unheimlich di Freud?