Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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sabato 28 novembre 2015

Aida Maria Zoppetti ⁞ Pre-posizione

Pre-posizione
Transita fra tela e trama
tra il fare e il dire. Tra il  e il no un po’
s’arresta, indugia, procede, sosta.
Si ferma travolto e svolto, trapunta e punto,
trascorso e tolto, trasmesso e aggiunto,
resta traballo e danza, trascritto e letto,
trafitto e stanza, trabocca e detto,
tratta una riga traccia, tra nuvole da fumetto,

tutto tranne un tramonto e il suo: “Aspetto“.