Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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lunedì 2 novembre 2015

Alessandro Gaudio ⁞ Petrolio e la borghesia fascista



Il testo che segue riproduce, con qualche modifica, l'ultima parte de La simmetria di Petrolio. Note sulla disposizione parodistica del potere (e del romanzo) nella tarda modernità, «Capoverso. Rivista di scritture poetiche», n. 29, gennaio-giugno 2015 (Omaggio a Pasolini), pp. 91-95.

Petrolio, parodia del fascismo
Petrolio esprime in maniera primitiva ed elementare il fascino di quell'ideologia permanente espressa dal mito fascista e dal rapporto, ugualmente immutabile, che esso instaura con quel sentimento del passato che induce il popolo borghesizzato (esaltato nella ricerca delle origini e del mito) a conformarsi ad esso e a rinunciare a seguire il corso della vita. Lo scritto pasoliniano mette in scena innocentemente il modo in cui la borghesia italiana sia affascinata (e forse spaventata) da quella che è la quotidiana rappresentazione di se stessa. Petrolio è, in fin dei conti, una visione dalla quale (come da un guscio) non si può uscire: quella di una classe incapace di dissociarsi «dalla società in mezzo a cui opera» perché permane naturalmente sul nulla espresso dal mondo sociale; vale a dire, su posizioni moderate e, di conseguenza, fasciste che, ripetute e sentite come necessarie, producono un effetto parodistico. La parodia messa in atto con Petrolio impugna il modello fascista preesistente, ne conserva gli elementi formali, duplicandoli e, perciò, ampliandone nel presente la carica grottesca; Pasolini, infatti, mira a riprodurre un doppio quasi di pari dignità rispetto all'oggetto, per così dire, originario: presuppone nell'individuo una tensione duale che reduplica l'essere e teorizza riguardo a ciò che è di fianco all'essere; infine, urta continuamente contro i limiti (devono considerarsi tra questi, ad esempio, i richiami e gli appelli al lettore) e le aporie, non trovando in alcun caso una via d'uscita. Si sa che la realtà, lungo l'evoluzione del capitalismo e delle sue forze incontrollabili, finisce per inglobare tale sguardo irridente, così riattivando e rivitalizzando quel nulla cui si alludeva in precedenza. Non è forse questa la china lungo la quale ci si rende conto che le regole contraddittorie del gioco della ragione non sono altro che il gioco stesso del romanzo?
La realtà, che comprende anche quella «sperimentata nell'immensità della [...] vita inconscia», è, così, una pianura informe e desolata, una waste land − conclude Pasolini −, uno sconfinato immondezzaio che pervade ogni suo aspetto, al quale ci si può rapportare soltanto ammettendo la pienezza immutabile del vuoto che la contraddistingue, l'estetico porcile − diceva Fortini già nel 1977 − dell'Europa moderna. All'interno di esso, l'arte non può, è vero, offrire al fruitore la speranza di un mondo migliore; del mondo può, in ogni caso, riprodurre i pieni e i vuoti, ciò che vedo, ciò che è soltanto immaginabile che esso sia e ciò che non si riesce neanche a immaginare. Non è poco.

⁞ Alessandro Gaudio


Il saggio completo di Alessandro Gaudio, La simmetria di Petrolio,  è contenuto nell’Omaggio a Pasolini della Rivista di scritture poetiche “Capoverso”,che, per i 40 anni della scomparsa dell’autore di Petrolio,ha  anticipato tutti con questo numero monografico,  uscito addirittura ad agosto, che contiene  saggi sulla poesia del poeta bolognese (Carlo Cipparrone, Vincenzo Guarracino, Pietro Civitareale, Pino Corbo, Giuseppe Panella, Fulvio Papi, Eleonora Bellini e Giovanni Bianchi); sulla narrativa (Alessandro Gaudio, Sangiuliano, Saverio Bafaro); sulla saggistica (Angelo Gaccione); sul cinema ( Roberto Villa, Alessandro Zaccuri, Paride Leporace); testimonianze ( Gian Carlo Ferretti, Annarosa Macrì, Giuseppe Bilotti); poesie per Pasolini ( Mariella Bettarini, Gabriella Maleti, Raffaele Piazza, Adele Desideri, Anna Petrungaro, Franco Gordano); doppio editoriale (Franco Dionesalvi, Francesco De Napoli)
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Capoverso n.29, gennaio-giugno 2015: Omaggio a Pasolini
Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza.