Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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martedì 15 dicembre 2015

Trittico inquieto ▌Sara Smigòro

QUESTO ROMBO CTONIO
(versi come cronaca)
Suono ma è stridore sotterraneo
produce attese e a lungo
giunge l’ansia il timore sia maligno
segno ctonio
i droni in cielo e i misteri in terra
un preludio di guerra e non sai dove
l’universo è un bicchiere smisurato
colmo di fiati umani in batteria
tutto è poesia ma…
tutto è già malaria
fin da sempre c’è l’uomo
e questo rombo ctonio
varia malizia nel potere
la sete del dominio sulla vita
nel gestire il capriccio e farne morte
dalle Termopoli a Waterloo
alla Baia dei porci
a Hiroshima.
Giosuè ferma ancora il sole biblico
per completare lo sterminio
a scimitarra
aveva una mascella di leone.
Allora le Crociate adesso l’Isis
contrappasso e compenso.

PUPÀRO ANSIOSO
(versi come scrupolo)
Cosa dirò ai miei cari Pupi oggi?
Mi duole l’imbrogliarli
muti e fedeli quanto son pazienti
dirò loro il mio affetto
e che non smetto di volerli bene.
Ma ci vuol altro,
al cambio delle scene
mi fissano perplessi
ciascuno, in essi, è un po’ la mia coscienza
nel loro legno inerte colorato
sarei vigliacco e ingrato
a ingannarli come fa il Governo
quando d’inverno ci promette estate
e quanto tutto è buio dice: aspettate!

LA NOTTE AL GIORNO
(versi come dialogo)
“Amore mio, ti seguo, sono l’ombra
che nulla ingombra l’attimo o l’eterno
se in due corriamo a turno
con te alla guida mi riposo e torno
l’ora che smarco è fase nel ritorno”.
Così la Notte al Giorno
Nel fedele seguire il proprio turno.