Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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domenica 24 gennaio 2016

Alla poesia lineare ancora oggi si stenta a farle riprendere i sensi▬

▬ Alla poesia lineare ancora oggi si stenta a farle riprendere i sensi; prima che venga il tramonto, vagava sfogliando il suo libro di memorie e la fiaba di Cenerentola, tant'è che dimentica anche di correggere le bozze, e non aggiorna l’indice, io una volta ho visto un libro che aveva l’indice che cominciava a pagina 36 ed era stato pubblicato 36 anni prima, la poesia lineare non se ne accorse, cadde e svenne; poi, quando si riprese, disse: adesso ne faccio un’altra edizione, tanto che Niusia[1], questa volta riapparve per davvero e disse all’autore: basta, per carità, serviva solo un cucchiaio, la letteratura è sì insolubile ma , masticata al mattino, per mezzogiorno si riesce a mandarla giù.




[1] Ignazio Apolloni, Niusia, 2^ edizione, introduzione di V.S. Gaudio, Fondazione Apolloni-Fabra │Edizioni Arianna, Palermo 2012.