Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

SHUMILLA.

SHUMILLA.
SHUMILLA. I nuovi oggetti d’amore in Uh Magazine

domenica 31 gennaio 2016

Il problema della poesia e il problema delle menti altrui.▬

 Il problema della poesia lineare, come la chiama Ignazio Apolloni, è come il problema delle menti altrui, è una confusione, una confluenza di interrogativi diversi, ma si tratta principalmente di questo: io ho scritto una poesia: non so se gli altri abbiano o meno scritto una poesia, fin quando non lo so, sono io il poeta, poi scopro che tutti hanno più o meno scritto e pubblicato una poesia, e allora la domanda, prima posta alla rovescia, nel verso giusto suona: sono io poeta per il semplice fatto che sono diverso dagli altri che pure hanno pubblicato una poesia, e adesso lo sarò ancora di più se mi pubblica l’industria editoriale della poesia o, in mancanza o anche in correlazione, lo sarò ancora di più pubblicandomi io stesso presso uno di questi editori a pagamento che, a conti fatti, ormai, son tanti quanti quelli che scrivono poesie lineari?