Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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giovedì 21 gennaio 2016

La poesia lineare è come l'ombra. Impennacchiata come il castello di Bastogne ▬

 . La poesia lineare è come l’ombra, quando cammini per strada o cavalchi un aquilone e guardi la tua ombra e segui la tua ombra, il tormento che ti prende ti raggela, ti sgomenta, la poesia lineare è questa vuota condizione del tuo essere lontano dal suo corpo; con la poesia lineare vorresti manipolare le cose della terra e intanto cavalchi i cavalli di cartapesta, ti fai pesce, uccello, omuncolo, gatto, cane, bove, non fumi, tutto tace, lungo i giorni più tristi che sarebbero venuti sull’orlo della ciminiera che  s’era sbriciolata ed era accesa e impennacchiata, come il castello di Bastogne.