Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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giovedì 14 gennaio 2016

La poesia lineare non mi va più, disse Apolloni.L'estensione di Iske ▬


 La poesia lineare, disse Apolloni, non mi va più e si mise a fare le singlossie e romanzi lunghissimi e tanti racconti, scrisse anche lettere infinite d’amore e favole. Insomma, Ignazio pensava che la poesia lineare fosse una figura retorica, nel senso che gli parve che fosse a disposizione di tutti per l’estensione di Iske alla legge di Parkinson: “lo stomaco si espande fino a contenere tutte le vaccate disponibili”. Lo stomaco, per via di quella figura retorica, si può pensare che debba essere un bell’editore a pagamento, che, di suo, che fa? Vende banane acerbe: tu le compri e le mangi prima che siano mature; quando vai in libreria, invece, trovi le banane mature, le compri e quando arrivi a casa, adesso le mangio e son bell’e marcite tutte quante.