Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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martedì 16 febbraio 2016

Lucrezia Petrone e lo SchluchJubel ♦

Psicanalisi  dello Schluchzen 
di Lucrezia ♦

Schluchzen di Lucrezia ♦ 1
La regressione sadico-anale, interpolata tra le fantasie edipiche originali, e le verbalizzazioni oscene di queste o anche attorno a un determinato oggetto “a”, aveva un ruolo preminente nel singhiozzo di zia Lucrezia. E’ evidente che i desideri sadico-anali non escludono la partecipazione di altri erotismi e impulsi componenti, come nella balbuzie: il fallico, l’orale e l’esibizionistico. Come nel caso riportato da Alfhild Tamm, un giovane che ebbe un periodo conflittuale tutto incentrato sulla masturbazione genitale a cui fece seguito la pratica della masturbazione anale, che, sospesa, portava il giovane a balbettare, la giovane Lucrezia ebbe prima un periodo di masturbazione genitale e poi, dopo un breve lasso di tempo orale, venne a dilettare il suo fantasma con un oggetto “a” fallicamente predisposto per riempire il campo lungo delle sue  fantasie anali: nei periodi di sospensione di questo bonheur anale avvenivano le lunghe crisi di singhiozzo. Come nel tic psicogeno, in cui la muscolatura volontaria del corpo si rifiuta di servire l’Io, nel singhiozzo c’è anche il problema del super-Io che, sospinto quasi diabolicamente dall’Es, attiva questo sintomo motorio come se fosse dentro il vortice di una nevrosi traumatica. Si sa che, nelle nevrosi traumatiche, è la quantità soverchiante d’eccitazione a determinare le conseguenti e involontarie espressioni emotive. L’ipotesi di Melanie Klein, che nei casi di tic l’esperienza della scena capitale sia stata infallibilmente vissuta tramite l’udito, fu considerata spesso per il singhiozzo di zia Lucrezia, ma, poi, si arrivò alla conclusione che l’orientamento specifico erotico-muscolare era connesso a sensazioni eccitanti della propria sensibilità del profondo e dell’equilibrio, che, nell’ambito anale, sono in buona parte anche uditive per l’interconnessione dei sentimenti corporei e delle sensazioni cinetiche. La traccia e la memoria, insomma, e i canali semicircolari, tra la nevrosi coatta e l’isteria: l’ascendente in Toro, proprio all’inizio del segno anale di Terra, e la presenza quasi in congiunzione del Nodo lunare e della Luna nello stesso segno(in perfetta opposizione con il punto patasomatico), che è il segno della gola e della glottide, sembrano essere i vettori significanti di una manifestazione di piacere, ostruita o bloccata, che si fa così istericamente catatonica.
Schluchzen di Lucrezia ♦ 2
Un po’ come il Berg di Witold Gombrowicz, che, oltretutto, finì in Argentina come il cognato di Lucrezia, il Parrot,  e anche il “marito”, il Loreto, la virtù incorporativa che si fa compulsione proairetica della pulsione anale è dall’orecchio che entra: Lucrezia singhiozza e fa lo schema verbale della pulsione anale incorporativa, lei riode i suoni di quel piacere, e quei suoni le si impigliano in gola purché ci sia il super-Io a udire il suono della compulsione proairetica del Loreto o del Parrot che lei non sta allietando più nei suoi piaceri singolari. Anche l’erotismo olfattivo ha questo orientamento di gratificazione sessuale protettiva, è anale, ma non fa rumore, e non passa dall’orecchio, ma pur per il naso ha la stessa percussione fallicoanale, per via dell’onnipotenza perduta, dicevano gli psicanalisti di una volta. La nevrosi pregenitale di zia Lucrezia avrebbe potuto avere il nome del  godimento interrotto o strozzato, un suono, una onomatopea, qualcosa di un gemito quando si ingasa l’oggetto “a”, che per essere così ficcato nel canale semicircolare della muscolatura volontaria , è da lì che vien fuori il singulto del gaz, che è il gaudio in albanese, così presente nella palude che fu virtualmente quella del sibaritismo coniato da Roland Barthes. L’Ascendente in Toro che è la glottide e a ovest discende lo Scorpione, che è un segno anale connaturato all’elemento Acqua, con Urano, come vettore degli sbalzi e delle contrazioni,  sulla cuspide del tramonto:tra la Testa di Orione, che gli Ebrei chiamano Giah, “Colui che paga”, il sieou che ascende e la Coda del Drago, il sieou della “maldicenza” e quindi del piacere singultato, al discendente, l’asse somatico è ineffabile per quanto non sia assolutamente patagonico. 

Schluchzen di Lucrezia ♦ 3
wordle maxwords92
Tanto che quel patagonico singulto del Bonheur di Lucrezia lo chiameremo  Lu(st)schluch ? O SchluchJubel, per il giubilo che essenzialmente è? O, semplicemente, Schluchzen, così che sia specularmente connessa alla sorella, Mia Nonna dello Zen e ai suoi piaceri altrettanto di controbalzo anale nella solidità patagonica del cognome che si fa sostantivo-archetipo che fa sobbalzare, sulla linea dell’orizzonte e dell’Io-corpo, il diaframma del gaudio, del gaz?