Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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venerdì 8 luglio 2016

░ L'attesa o la forma sospesa

Cibberne e la forma sospesa
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e legando l’attesa o la forma sospesa sopra la linea
del vuoto da un bordo all’altro dell’asse di legno
verso la mano che altro non tocca che u cannitu
‘mpracchjato probabilmente il tatto scivola in questo
gesto così tondo e lubrico tanto che con il sole
alla tua sinistra la linea che fisserà la sera
adesso passa sulle tue cibberne dove la luce getterebbe
il vento se ci fosse (stato) da una punta all’altra dei capezzoli
anche se nella piega sensibile
il gambo curvo dell’ombra drizza
la muscolatura più sugosa du rusticu che
un attimo prima si schiaccia supra ‘u mussu nu’ pocu
supra i zzânnusi e ‘a lingua perfino leggermente
scivolosa e inumidita fibra immersa
prima che il pendio non riversi
tutto piuttosto a sud

da U Togu du Marsianu