Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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giovedì 7 luglio 2016

░ Questa ombra più colma di azzurro

le parole e le voci di ragazzi e di altre donne
sono interrotte dall’albero che taglia l’aria
questa tua forma che pone il verde e il blu dei jeans
che separa e ‘mbratta il meridiano del podice
l’erba tagliata e il concime di strunzi gruossi
di murfusune per nutrire il paesaggio

la macchia secca del tessuto, questa ombra più
colma di azzurro sul buco in cui il verde
contro questa linea che va tagliando ‘u sule
non c’è vento troppo largo per bere la polvere
né lampo di luce o linee più chiare del tuo podice
il suono scende anche per gradi
la montagna,’a spaccusa, lo preme e poggia sulla staccionata
l’aria si volta e la tua carne bardata s’impracchja
su per le gambe e più su si gonfia ra cammisa che
ha un sentiero tracciato ad altezza  da finestra
fino in fondo supr’a peddra di minne  e di jirita
ca ‘u munnu  tengono sulla linea del tuo meridiano


da U Togu du Marsianu

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