Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

SHUMILLA.

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SHUMILLA. I nuovi oggetti d’amore in Uh Magazine

domenica 4 settembre 2016

Che dove.Bragalliana

Le tableau vivant quoi où, i tablò rruar që ku

Maruzia, tutta tenuta nel subligacŭlum, magnifica adlectatio nelle calzebraghe nere, giumenta imbragallata nel Kuja, questo suono inarticolato, un gemere sotto, aggiunto, che adesca, il verso muto sublecto, che innerva sul monte,maru, ed è succoso, isa, mah, magnifico, ris, che strappa, is, che getta e desidera, è nello spazio che illumina col suo bagliore ainico, marr anijdë, in un ristorante o il retro, una camera d’albergo o una stalla, una stanza in un casolare, una chiesa o dietro un po’ al riparo, anche in una camera da letto, con flebile illuminazione, circondata d’ombra, la postazione di Maruzia con l’armure fatta di farsetto, calzebraghe, arnese caposaldo difensivo e mutande di seta sul culo sibarita e scarpe Genny, tutto nel segno della misura sibarita e del bagliore ainico,lo splendore che riflette il pracht di Bragalla, la corporalità di lusso tra il superbo del capolavoro e della perla, come prachtstuk, per come usa le mutande, capolavoro di lussuria e di effrazione, brak, o l’ondata, il frangente, la rifrangenza di brek(en), il magnifico esemplare da imprimere nella memoria, prägen, coniare, forgiare, farne  copia e incisione, stampo e impronta, prägung, bragallo; il tempo passa, Brhat a testa alta entra da N[i], e allora?

Bhram Hiç[ii].
Brekë Non ha detto niente?
Brekhalla Te lo ha lavorato per bene?
Bhrat Po[iii].
Së pari
Prej sheshtë mbi fortë[iv]
Pastaj
Prej sheshtë mbi e djathta
Apo e majta
Apo e djathta[v]
Më në fund
Prej sheshtë mbi e màita
Apo e djathta
Kuk ka gië
Mbi tërë
E kokë[vi]
Bragallec Enuktha hiç?[vii]
Bragâll Hiç.
Heshtje ashtu që kjò që qe
Përpara nuk do të jetë kurrë më
Te i peshpërit keputur
Nga një fjalë pa i kalùar
Nga për të pasur thënë tepër nuk mundur më
Duke u betòhur nga nuk hesht më[viii].
B. Ugëzua?[ix]
B. Po.
B.Ugezuakesh?[x]
B.Po.
B.Thithkësh?[xi]
B.Po.
B.Tëreqkësh?[xii]
B.Po.Imagjino  në qofté se ky
Një ditë ky
Një bukur ditë
Imagjino
Në qoftë se një ditë
Një bukur ditë ky
Të pushonte
 Imagjino[xiii].
B.Shkumëkësh?[xiv]
B. Po.
B. Ke mbyt‘mbyll mirë kishe?[xv]
‘Mbracall  E nuk atë tha?[xvi]
B. Jo[xvii].
B. Thërresi?[xviii]
B. Po.
B. Ha implorato di uscire?
B. Jo.
B. Dikur sepsé dale?[xix]
B. Sepsé të futetja unë[xx].
B. E nuk kthere ?[xxi]
B. Na provova.[xxii]
B. Dhe dikùr?[xxiii]
B. Nuk pusheta.[xxiv]

Pausa. Non siamo rimasti che in cinque. Al presente così quanti eravamo.

B. Menti. Të atë bej.Prano që të atë bej[xxv].
B. Mirë. Marëz.[xxvi]
Infine B. appare, duket.
B. futet[xxvii] da E, si ferma a 2 a testa alta.
B. E’ libero?
Maruzia. Po.
B. Schiumalo e lavoralo finché non viene.
M. E poi smetto?
B. Po.
Brag esce da E seguito da Brekë.
Braghal Non ha detto dove?
B. Sìpër brekë?[xxviii]
B. Sìpër çorapëbrekë?[xxix]
B. Sulla bardatura dell’arnese?
B. Sul cosciale?
B. Ku[xxx]. Qi që kanë të sy
Keq parë prej mirë
Të gishta lënë
Prej mirë për të zhvilluar
Shtrëngo i mirë
Të gishta të sy
I mirë
Kthehet më mirë[xxxi].
B. Po.
B. Te lo ha lavorato per bene?
B. E non ha detto dove.Dhe quk tha ku?[xxxii]
Pa fund as armëpushim
Me asgjë.[xxxiii]
B. Jo. Rroccëkë sìpër rroccëkë[xxxiv]
Në asnjë vend
As një
Di si
Të madh rrocëkë
Në asnjë vend
Këmbengulës.[xxxv]
B. Ka qenë mbuar me peshore?[xxxvi]
B. Nell’imbracatura.
B. Con i fuseaux.
B. L’ha preso nel bragallo.
B. Portatela e lavoratela finché non lo ammette.
B. Che deve ammettere?
B. Che le ha detto ku.
B. Poi si smette? I rroccëkë që toshit
Kurrë më shumë
Shpejt
Rithoni.[xxxvii]
B. Se ammette la bragallatura.
Bragall entra da E. E’ solo. Al presente com’era. E’ inverno. Senza viaggio. Il tempo passa. Së pari memec.[xxxviii] Accende. Spegne. Eshtë krejt?[xxxix]
Dhe ku?[xl]
E natë erdhi nga e shpirt
I qe më në fund kërtuar
Ja e aty që i vrullshëm
Aì e kërkoi një orë më parë.[xli]
Comprenda chi potrà.
Pauzë.
Shkreptimë i aini shkreptin.[xlii] Marrës anijdë?[xliii] La follia di imbarcarsi, qual è la parola? Quale? Con la follia della navigazione ha fatto navigare tutti, e dove di solito si va in zoccoli per l’asciutto, ovvero andando in zoccoli parimenti, qual è la parola? Marrësanijëdë në Bragalla? Ha fatto la folle navigazione sul monte alto? Li ha fatto navigare in culo al passaggio al Meridiano di Bragalla allora, quel giorno, laggiù.
Qual è la parola, si them, della navigazione sull’alto monte, ovvero il fatto che Maruzia abbia portato il mare al monte alto, e lì abbia fatto l’embargo, ha marr anijatë, o meglio ha marrës-anijatë, questa  è la fjalë e pisët, lo schema verbale della imbragallatura o della sbragallatura, che, poi, comprenderà man mano che il dire, them, venga profferito sul fantasma, smaruzzare, o smaruziare, o smarusare, che è questo che si fa, che è andata a fare, la nave sibarita, è andata a smaruzzare al meridiano laggiù all’altomonte, a Bragalla, il luogo, dove, ku, che dove, që ku[xliv], la parola, come dire, si them, Marrëzija, nel luogo ci sono le mutande patronimiche e l’allecula che viene recata in dono al monte; nel nome c’è la navigazione folle, impossibile, da fare sul monte alto, anti fluvius, l’embargo di Marrëz anijë al passaggio al meridiano dell’alto monte. Si është e fjalë? Marbragalla? Smarbragalla ? O Smarvracalla? Marrëzbracalla? Si? Marbragalla? Marusbragalla? Marrëzajinë që bragallë tasti të unë.[xlv] Si është e fjalë?[xlvi] Bracallë-unë o Bragallamë ne?[xlvii]


Al presente così com’era nell’inverno Maruzia in quel posto allà il tempo passa stretto e il Calendario del 92 entra da O, si ferma, è tutto, è l’anno della Bragalla.Comprenda chi potrà. Brekëhalla spegne.
Lo spazio si spegne. Il passaggio al Meridiano 16°08’ c’è stato; il fantasma adesso è in pusa. La Marusiana o la Marusalla al prossimo passaggio al Meridiano dove ha detto dove a Tricarico o sul Gargano fra Mattinata e Peschici, nel Pollino verso S. Severino Lucano, adligherà il subligacŭlum senza l’allecula paterna e le mutande della zia.

v.s.gaudio! Bragalla |© 2009



[i] Il tableau vivant della giostra sibarita sembra che sia speculare alla lenta partita a scacchi o alla giostra circense di Quoi où, “Che dove”, di Samuel Beckett. Difatti, in alcune entrate e risposte in shqip, c’è la corrispondenza quasi da analemma esponenziale con alcune Mirlitonades dello scrittore di Dublino: ne riportiamo, dove è necessario, l’originale francese di Beckett. C’è da rilevare, sempre nell’ambito dell’analemma esponenziale che ripete il passaggio al meridiano del fantasma irredento, che Quoi où, l’ultimo lavoro teatrale di Samuel Beckett scritto tra il febbraio e il marzo 1983, gli fu commissionato dal “Festival di Graz”, città austriaca  che inizialmente il poeta connesse al meridiano di Bragalla, considerandolo quindi luogo frattale in cui è probabile rendere deterministico l’oggetto ar di Maruzia. Fatto sta che questo buco, o, per usare un neologismo frattale, trema che passa al meridiano di Bragalla non sta tra la “curva” e la “superficie” come in effetti potrebbe succedere a Zagabria, ma è più prossimo alla “polvere”, essendo questa “collezione discontinua di punti”, un oggetto di dimensione topologica uguale a  0. Ma il buco di Graz dove passa, che dove, un po’ più ad ovest 41’, tre minuti prima se Bhrat entra da Est o tre minuti dopo se Bhrat entra da Ovest, ma è lì che si ferma a testa bassa il poeta, che dove? Non l’ha detto. Il n’a pas dit où? N’a pas dit où. Alors pourquoi arrêter? La scia lasciata da Maruzia, che è come quella di una nave, è “turbolenta” , essendo ”laminare”  il mare ambiente e quando la pressione a monte è abbastanza debole tutto è in questo regolarità; quando la pressione è sufficientemente grande o sibarita, tutto diventa molto rapidamente irregolare e turbolento; d’altronde, l’abbiamo visto, anche il flusso Maruzia a Graz, per il suo “concentrarsi su” o la sua “dissipazione”, pur essendo a lato del meridiano di Bragalla, avrebbe un supporto la cui dimensione è compresa tra 2 e 3. Per questo motivo, l’oggetto ar/ra è turbolento, per quanto lo si voglia distinguere dalla linearità laminare e per quanto si voglia contrapporre la turbolenza dissipativa alla turbolenza non dissipativa, l’unicità della turbolenza sibarita è sempre così evidente nella sua manifesta irregolarità. Naturalmente, più la D  è vicina a 3 più è densa la “viscosità” del bagliore ainico. Va da s che il bagliore ainico a cascata  ha una “turbolenza” più prossima a D=2,5, per questo il carattere intermittente si avverte spesso al passaggio a meridiani metonimici rispetto a quello di Bragalla.
[ii] Niente.
[iii] Sì.
[iv] Dapprima/di piatto sul duro.
[v] Ensuite/ à plat sur la droite/ou la gauche/la gauche/ou la droite.
[vi] Enfin/à plat sur la gauche/ ou la droite/ n’importe/ sur le tout/la  tête.
[vii] Non disse niente?
[viii] Silence tel ce qui fut/avant jamais ne sera plus/par le murmure déchiré/d’une parole sans passé/d’avoir trop dit n’en pouvant plus/jurant de ne se taire plus.
[ix] Godette?
[x] E’ l’ammirativo imperfetto di “godette”.
[xi] E’ un ammirativo imperfetto , sta per “succhiava?”.
[xii] Ammirativo imperfetto: “tirava?”.
[xiii] Sì. Imagine si ceci/un jour ceci/un beau jour/imagine/si un jour/un beau jour ceci/cessait/imagine.
[xiv] Schiumava? E’ sempre un ammirativo imperfetto.
[xv] Te la sei inculata per bene?
[xvi] E non lo disse?
[xvii] No.
[xviii] Gridò?
[xix] Allora perché sei uscito?
[xx] Perché entrassi io.
[xxi] E non rientrasti?
[xxii] Ci provai.
[xxiii] E allora?
[xxiv] Non ho potuto.
[xxv] Ammetti che te lo fece.
[xxvi] Va bene. Viene aggiunto “Marëz” per rendere attivo e presente l’attante femminile.
[xxvii] Entra.
[xxviii] Sulle mutande?
[xxix] Sui fuseaux?
[xxx] Dove.
[xxxi] Ce qu’ont les yeux/mal vu de bien/les doigts laissé/de bien filer/serre-les bien/les doigts les yeux/le bien revient/en mieux.Quello che hanno gli occhi/mal visto di bene/le dita hanno lasciato/di bene filare/stringi per bene/le dita gli occhi/il bene riviene/in meglio.
[xxxii] E  non disse dove?
[xxxiii] Senza requie/né tregue/a niente.
[xxxiv] Cazzi su cazzi.
[xxxv] In nessun luogo/né alcuno sa/come solamente/grandi  cazzi/in nessun luogo/ostinatamente.
[xxxvi] E’ stata tenuta a bilancia?
[xxxvii] Cazzi che dicevate/mai più/su/riditelo.
[xxxviii] Dapprima muto.
[xxxix] E’ tutto?
[xl] E dove?
[xli] La nuit venue où l’âme allait/enfin lui être réclamée/voilà-t-il pas qu’incontinent/il la rendit une heure avant.
[xlii] Il bagliore ainico lampeggia.
[xliii] La navigazione folle, la pazzia dell’imbarcarsi?
[xliv] In sanscrito , qual è la parola? Që ku, “che dove”, è ya  kva, che è nel titolo, ma potrebbe essere anche ya kutra, questo “che dove” che si farebbe più “che dove, verso dove, quando?”. “Ya”, oltre che essere “che”, può essere “colei che va”, “vento, “che unisce, “fama”. Si fa notare che facendo sottentrare con “kva” “kutra”, in connessione con “ya” avremmo la parola yātrā, che, frattale frattale, implode tutto il senso del “Marrëz anijë”, avendo il significato di “andata”,”marcia”,”spedizione”, “processione”,”festa”!
[xlv] Imbarcati tu che ora ti bragallo(imbraco) io.
[xlvi] Qual è la parola? Sottentra ancora Beckett con il suo Comment dire  dell’88 tradotto poi in inglese (What is the Word) nell’estate del 1989.
[xlvii] Bracallo io o bragalliamo noi?