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▒ La Battana ha 50 anni!

la battana n.191, il numero dei 50 anni
Edit, Rijeka-Fiume gennaio-marzo 2014
L’olio su cartone della copertina è di Daria Vlahov Horvat     
  Il sommario del n.191

□ la pagina iniziale del saggio di V.S. Gaudio 
sulla Gioconda
“La battana” compie cinquant’anni! Da quel lontano
1964 la rivista è giunta alla sua ottava serie e lo
ribadiamo con particolare vanto, in quanto mezzo
secolo di pubblicazione ininterrotta nel mondo dell’editoria
costituisce in effetti un caso raro.
“La battana” rappresenta il fiore all’occhiello delle
edizioni dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume, il
luogo storico nel campo culturale, specificamente letterario
dell’universo della Comunità Nazionale Italiana. Gli italiani
rimasti a vivere nella zona dell’istro-quarnerino hanno
riconosciuto il valore della parola scritta, un bisogno reale di
cui la rivista si è fatta portavoce diretta.
I padri fondatori Eros Sequi, Lucifero Martini e Sergio
Turconi, che l’hanno guidata fino al 1989, hanno promosso
una politica culturale volta alla salvaguardia del patrimonio
linguistico-culturale della minoranza italiana, percorso seguito
dai redattori Ezio Giuricin, Elvio Baccarini e Maurizio Tremul
che hanno percepito e registrato i cambiamenti epocali che
di lì a poco avrebbero trasformato radicalmente l’assetto
del paese. A quella redazione va attribuito il merito di aver
affrontato il tema dell’esodo, attraverso il discorso letterario,
evento cruciale per la comprensione della composita realtà
dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Con l’arrivo di Nelida
Milani al timone della rivista, nella primavera del 1992, i
letterati si sono riappropriati del trimestrale e la stessa linea
di condotta è stata seguita dai successori Aljosa Pužar (2001),
Elis Geromella Barbalich (2002-2003) e Laura Marchig (2003-
2009). La penultima redazione (2009-2013) e quella attuale
hanno optato per un taglio filosofico-letterario della rivista.
Il presente fascicolo si apre con un saggio critico di
Alessandro Salvi dal titolo Due poeti croati e un poeta serbo con
note critiche in cui l’autore nostrano presenta e traduce alcune
poesie di Marko Pogačar, Davor Ivankovac e Miloš Živanović.
A seguire, nella sezione dedicata alla lettura, un ampio testo
in prosa firmato da Mario Schiavato, La morte di Zaneto, in
cui lo scrittore connazionale ci induce a riflettere sulle nostre
origini, un’analisi attenta sul senso della vita. V. S. Gaudio,
amico di vecchia data, si cimenta in una dettagliata e profonda
analisi del celebre quadro di Leonardo nel saggio dal titolo La
Gioconda - l’Heimlich crepuscolare e il bagliore dell’istinto. 
La sezione si completa con il racconto di Simone Mocenni 
Il mare di Elvira.
In chiusura vengono proposte due recensioni di libri,
entrambi editi dalla casa editrice Oltre Edizioni di Sestri
Levante nel 2013: la prima sul libro di Nelida Milani Kruljac,
La bacchetta del direttore, è firmata da Elis Geromella Barbalich;
mentre la seconda sul libro di Diego Zandel, Il console romeno, è
siglata da Nelida Milani Kruljac.
Il fascicolo è impreziosito dalle suggestive creazioni
artistiche della compianta Daria Vlahov Horvat, artista, amica
e valida collaboratrice, che per anni ha ricoperto la carica di
Art Director presso la nostra Casa editrice. La dirigenza della
Comunità degli Italiani di Fiume ha organizzato una mostra
retrospettiva nell’ambito della Settimana della Cultura fiumana
2014 e ai nostri lettori proponiamo alcuni dei “dipinti delle
trasparenze, delle levità, delle tonalità argentee e dorate, delle
atmosfere sospese dove la luce avvolge e coinvolge il tutto”.
La Caporedattrice
Corinna Gerbaz Giuliano



Hit Parade della Settimana

Beyoncé, Sia & V.S.Gaudio ░ La “veduta” bionda dell’ esercitante

L’esercitante per la “Battaglia dei Gesuiti” e la doppia misura del piede♫
Quello che accade all’ascoltatore, quando  commuta il suo fantasma  che è essenzialmente visivo, è quello che accade all’esserci , come Dasein, abituato alla sua nevrosi ossessiva. Voi le sentite queste due che cantano e ciò che vedete è che vestono in grigio, hanno due vestiti identici, che indossano a turno. Hanno le stesse mutande grigie, che indossano a turno. Hanno le stesse calze, le stesse scarpe grigie, forse anche lo stesso numero di piede. Probabilmente si sono svegliate alla stessa ora, più o meno alle sette e un quarto, di questi tempi, e, quando viene il solstizio estivo, verso le cinque e mezzo, ora solare. Alle otto e alle sei già son pronte per cantare. Basta vederle camminare, appena fuori di casa, come se fossero  l’immagine ignaziana, che non è una visione- scrive Barthes-  ma  una veduta, e in questa veduta  il visionatore, o l’ascoltatore, inquadra sapori, odori, suoni o sensazioni[i]. Le do…

Telegramma della Giovane Poesia ░

ÆTelegramma di Marisa Aino a V.S.Gaudio 
militare alla Direzione di Commissariato X CMT Napoli: 
compleanno hemingwayano del giovane poeta
Marisa Aino e un irriconoscibile Vuesse Gaudio, militare a Napoli, in piazza Vittoria e sul lungomare Caracciolo: alle loro spalle
si intravede il Castel dell'Ovo


░ L'azzurro dei cavalcanti

Per un lettore culturalmente adulto !

Aida Maria Zoppetti ░ Duck

  alfabetizzazioni:    abcdefghijklmnopqrstuvwxyz

from↓ricreazione  blog artificiale d'arte e artifiz

Giovanni Fontana ░ Tarocco Meccanico Reading

TAROCCO MECCANICO
Dal minuto 6 e 5 secondi, non perdetevi  il Reading di Giovanni Fontana dal suo Tarocco Meccanico

SARENCO. La capra bollita del villaggio di Shella

La capra bollita del villaggio di ShellaHo mangiato la vecchia capra bollita,ho intinto il pane nel brodo scuroinsaporito con pepe, masala ed iliki,ho scambiato quattro parole in kiswahilicoi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,ho pensato alle chiappe di Fatuma,mi sono trovato sulla strada del ritorno,mi è venuta una grande tristezza,per un attimo ho visto la morte,ho dato fondo all’ultima vodkae finalmente ho dormito il sonno del giusto.
1990
ê1.SARENCOPOESIE SCELTE1961-1990
POETRY IS OVER COLLECTION
vIn memoria di Isaia Mabellini,in arte SARENCOSarenco, nome d’arte di Isaia Mabellini, è nato a Vobarno,sulle montagne della Vallesabbia, in provincia di Brescia, nel 1945. All’età di sedici anni, nel 1961, scrive la sua prima poesia. Nel 1963 produce la sua prima opera di ‘poesia visiva’. Nel 1965 la sua prima mostra di poesie visive. Dal 1966 ad oggi la sua attività espositiva conta centinaia di mostre nel mondo, quattro partecipazioni alla Bi…