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La Lente di Venere│Ettore Bonessio di Terzet

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La Lente di Venere │by EBT
La collana di Artepoesia di Ettore Bonessio di Terzet progettata e mai fatta, prima per Aracne: era  in programma come primo titolo il mio Ezra Pound.La Materia Poetica (leggilo qui in ebook: è gratis e non ha alcun pesce tipografico); poi per Mimesis: in programma, e in corso di stampa, a quanto ne sappiamo, presso l’Antica Tipografia Ligure di Genova, insieme a un titolo dello stesso Ettore, sempre come primo titolo il mio Aurélia Steiner (leggilo qui in ebook: è gratis e non  ha pesci tipografici). EBT è scomparso improvvisamente prima di ferragosto: in memoria del poeta fondatore deIl Coboldpostiamo un'altra delle cover per La Lente di Venere , fatte da V.S. Gaudio nel luglio 2014.  Grazie lo stesso, Ettore, Eterna Buona Terra, come dicevi tu, amico caro!
LA LENTE DI VENERE artistipoeti e non, dal 1974  al XXI secolo Narrazioni su autori che hanno segnato un secolo, anche se dimenticati volutamente o no, soprattutto se non entrati nel giro del mercato tro…

Zeno Zen │Reale e merdema.

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REALE Se al resto non penso m’illumino d’immenso. MODIFICARE IL REALE Se al merdema penso non m’illumino d’immenso. Zeno Zen, IMMENSO(e varianti), All’insegna del Pesce d’oro, Milano 1977: pag.14 vs pag.42.

Luciano Troisio▐ Tante facelle

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Dentro Tante facelle, c’è anche Persistenza del cavallino, Favola Mogul, che uscì per L’Arzanà – Il Piombino, Torino-Alessandria 1984, quando in redazione c’era, con Sandro Gastaldi(che era “Il Piombino”), un certo V.S. Gaudio. E Luciano Troisio era tra i nomi indicati e predisposti (Ruffato, Pennati, Barberi Squarotti, Portinari) dallo stesso V.S. per caratterizzare l’ideologia e la tematica della collana fatta e stampata a Torre Pellice grazie alla disponibilità amministrativa e culturale di chi fu, all’epoca, un grande amico di Vuesse: Roberto Precerutti.

TANTE FACELLE La Costellazione non prescinde dall’Osservatore. Appena nato il primo Osservatore ecco miracolose formarsi tutte le carte nautiche celesti.
Come invidio il Mago che per primo le invocò! Quello che primo s’imbambolò acutissimo nel sublime senza inquinamento e l’altro speculare all’estremo della clessidra a stelline che le vide da altro infinito, e lo strabico inclinato sull’asse di 23 gradi, (and “the crazy” of 19,5).
Infinite so…

WHOROSCOPE │Samuel Beckett

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What’s that? An egg? By the brothers Boot it stinks fresh. Give it to Gillot.
Galileo how are you and his consecutive thirds! The vile old Copernican lead-swinging son of a sutler! We’re moving he said we’re off – Porca Madonna! the way a boatswain would be, or a sack-of-potatoey                                                    charging Pretender. That’s not moving, that’s moving. (...)



Tutta la poesia è sperimentale.

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Toda poesía es poesía experimental. All poetry is experimental poetry. — Wallace Stevens | Adagia

Caterina Bueno│Il progetto del film "Caterina"

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«Mi chiamo Caterina Bueno. Il mio mestiere è di fare la raccattacanzoni». Il film Caterina è il ritratto di una delle maggiori interpreti e ricercatrici del canto popolare in Italia, Caterina Bueno. Cominciato nei primi anni ‘60, il suo lavoro ha reso possibile il recupero e la diffusione di un vasto repertorio di canti, tramandato oralmente fino al ventesimo secolo e altrimenti destinato all’oblio. Una vita divisa tra ricerca e spettacolo ha portato Caterina a calcare i palchi nazionali e internazionali, rendendola una figura imprescindibile del mondo culturale dell’epoca e facendole incrociare il cammino con alcuni tra i più importanti intellettuali come Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco e artisti come Giovanna Marini, Fausto Amodei e Francesco De Gregori . Caterina rappresenta anche una parabola significativa della trasformazione sociale e culturale che ha subìto l’Italia a partire dagli anni del boom economico e, più in generale, sul rapporto di un Paese e di una comunità c…

La forza centripeta del poeta Toro.

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Il poeta del Toro ha una grande diffidenza istintiva; tra circospezione e lentezza, è una natura carnale, segreta, molto lenta a commuoversi come a decidersi. Uno spirito concentrato in se stesso, riservato, a volte tetro, e con una forza centripeta che accaparra avvicinandosi a un centro. Sembra di vedere la poesia, da un lato, di Alberto Cappi e, dall’altro, quella di Adriano Spatola. Il poeta del Toro deve far entrare nel cerchio il maggior numero possibile di cose, oppure ingrandisce la cosa, e lasciarne uscire il meno possibile, e chiude o il sintagma, nel senso che può anche farlo restringere, oppure chiude il paradigma, e, perciò, la cosa è come se ingombrasse tutto il testo. Forse, è dalla chiusura del paradigma che prende piede la poesia visiva di Lamberto Pignotti. Lo step-style ha questa andatura pesante, la voce rauca, specialmente quando ha l’estro, l’indole è pacifica ma è soggetta a terribili deflagrazioni. La tecnica è quella dei lussuriosi o dei voraci.

Vuesse Gaudio ⁞ IL TEST DI PAPERINIK PER IL TORO▐ "Topolino" 1377

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Le Chapeau-Amour de Marilutz.

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Minima Stimmung con l’Hermès-Amour[i]di Marisa Aino sur la Marilyn avec le chapeau de Perutz
Hermès caresse la bouche et sur la tête La partition du chapeau et la musique de la castration Le nez de Marilyn ou les mains ses genoux Ma main mon nez et les cuisses les ongles Sous sa ceinture la scansion entre le prépuce E la lumière de son cul de Georgette Le losange entre les mains, le nez Et la bouche selon le report du slip Ou le regard de son chapeau Maritzu La fermeture la peau de son amour Sur la rampe de son nez et de ton cul
Ou la langue la branlette de Pierrette?
[i] Cfr. G2. L’HERMÈS-AMOUR in: Marisa Aino L'Hermès-Berthoud, qui su gaudia 2.0

Marisa Aino ▬ L'Hermès-Berthoud

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L’HERMÈS-BERTHOUD TRA V.S.GAUDIO, MARIO RAMOUS E LUCIANO ERBA
di Marisa Aino
Forse rifacemmo, come Stimmung, la 15, che, nel BY LOGOS, rigorosamente anonima, il contrario della Stimmung di Vuesse, che viene attuata su un testo di cui si sa chi è l’autore, per via del fatto che, essendo numerata 15, era forse la carta che in qualche modo poteva connettersi alla lussuria dell’Arcano maggiore dei Tarocchi, che è il 15, il Diavolo[i], e ci venne dentro anche l’Hermès Baby di Pierrette Berthoud, che era sul Minuit n.17, Janvier 1976, e noi eravamo alla fine dell’agosto, quell’agosto, poi, dell’anno in cui, a luglio, ti avevano pubblicato da Guanda nei Quaderni della Fenice, in uno spazio sintetico[ii], per via dei costi e per via del fatto che tu, Vuesse, non appartenevi a nessuna Famiglia dell’Arkadia, quantomeno quella di Giovanni Raboni, che quella collana dirigeva e alimentava, e allora c’era da rifare le poesie dei partecipanti anonimi all’esperimento poetico, progettato da Fernando Ban…