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Mia Nonna dello Zen ♦ Ermeneutica dell'anima rotonda e del fischio dell'ospite

Mia Nonna dello Zen a Paul Ricoeur
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Se l’anima è rotonda perché è la mistica
delle teste quadre?


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Lo straniero è una sorta di posto vuoto. Noi sappiamo a cosa apparteniamo, ma non sappiamo chi sono gli altri a casa propria. E’ soltanto per contraccolpo che noi stessi ci sentiamo stranieri, sul modello dell’estraneità dello straniero. Prenderne coscienza ci mette sulla strada di un riconoscimento reciproco, sulla via dell’ospitalità nelle sue dimensioni morali e politiche, e ci permette dunque di trattare positivamente la pluralità umana come qualcosa d’invalicabile.
[►da: Paul Ricoeur, L’estraneità dello straniero, in : Idem, Ermeneutica delle migrazioni,Mimesis 2013]
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Mio nipote il poeta è una sorta di posto vuoto, non sa a cosa appartiene e non sa nemmeno chi sono gli altri a casa propria, intendendo quella che gli arbërëshë, che sono migrati tutti sulla terra propria nostra e di mio marito, il nonno del poeta, e se la sono presa e si sono fatti un’altra casa propria, e il poeta nemmeno questo sa, ha assunto la loro estraneità e invece di riconoscerlo reciprocamente si mettono sull’uscio, o di un negozio, o di un’abitazione, o di una scuola, e gli fischiano dietro, come pure fanno gli albanesi dell’ultima ora qui venuti, evidentemente perché ospitati dagli arbërëshë che si son presi la nostra terra. Insomma , mio nipote, anche sulla via, non ha diritto all’ospitalità nelle sue dimensioni morali e politiche, e la pluralità umana, che prima gli ha tolto il nome, poi gli ha tolto la roba, non lo chiama verso la fusione mistica, anche se , c’è del vero in questo, non si può dire che l’anima non sia rotonda, difatti se ne hanno una è di gomma , anche se non ci si può giocare a pallone, perché il mercato delle partite, e delle scommesse, è appunto in mano a questi mistici della doppia, se non tripla, stanzialità.

[→da:Mia Nonna dello Zen, Se l’anima fosse davvero rotonda, ci sarebbe la mistica della palla?]

Hit Parade della Settimana

Beyoncé, Sia & V.S.Gaudio ░ La “veduta” bionda dell’ esercitante

L’esercitante per la “Battaglia dei Gesuiti” e la doppia misura del piede♫
Quello che accade all’ascoltatore, quando  commuta il suo fantasma  che è essenzialmente visivo, è quello che accade all’esserci , come Dasein, abituato alla sua nevrosi ossessiva. Voi le sentite queste due che cantano e ciò che vedete è che vestono in grigio, hanno due vestiti identici, che indossano a turno. Hanno le stesse mutande grigie, che indossano a turno. Hanno le stesse calze, le stesse scarpe grigie, forse anche lo stesso numero di piede. Probabilmente si sono svegliate alla stessa ora, più o meno alle sette e un quarto, di questi tempi, e, quando viene il solstizio estivo, verso le cinque e mezzo, ora solare. Alle otto e alle sei già son pronte per cantare. Basta vederle camminare, appena fuori di casa, come se fossero  l’immagine ignaziana, che non è una visione- scrive Barthes-  ma  una veduta, e in questa veduta  il visionatore, o l’ascoltatore, inquadra sapori, odori, suoni o sensazioni[i]. Le do…

Telegramma della Giovane Poesia ░

ÆTelegramma di Marisa Aino a V.S.Gaudio 
militare alla Direzione di Commissariato X CMT Napoli: 
compleanno hemingwayano del giovane poeta
Marisa Aino e un irriconoscibile Vuesse Gaudio, militare a Napoli, in piazza Vittoria e sul lungomare Caracciolo: alle loro spalle
si intravede il Castel dell'Ovo


░ L'azzurro dei cavalcanti

Per un lettore culturalmente adulto !

Aida Maria Zoppetti ░ Duck

  alfabetizzazioni:    abcdefghijklmnopqrstuvwxyz

from↓ricreazione  blog artificiale d'arte e artifiz

Giovanni Fontana ░ Tarocco Meccanico Reading

TAROCCO MECCANICO
Dal minuto 6 e 5 secondi, non perdetevi  il Reading di Giovanni Fontana dal suo Tarocco Meccanico

SARENCO. La capra bollita del villaggio di Shella

La capra bollita del villaggio di ShellaHo mangiato la vecchia capra bollita,ho intinto il pane nel brodo scuroinsaporito con pepe, masala ed iliki,ho scambiato quattro parole in kiswahilicoi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,ho pensato alle chiappe di Fatuma,mi sono trovato sulla strada del ritorno,mi è venuta una grande tristezza,per un attimo ho visto la morte,ho dato fondo all’ultima vodkae finalmente ho dormito il sonno del giusto.
1990
ê1.SARENCOPOESIE SCELTE1961-1990
POETRY IS OVER COLLECTION
vIn memoria di Isaia Mabellini,in arte SARENCOSarenco, nome d’arte di Isaia Mabellini, è nato a Vobarno,sulle montagne della Vallesabbia, in provincia di Brescia, nel 1945. All’età di sedici anni, nel 1961, scrive la sua prima poesia. Nel 1963 produce la sua prima opera di ‘poesia visiva’. Nel 1965 la sua prima mostra di poesie visive. Dal 1966 ad oggi la sua attività espositiva conta centinaia di mostre nel mondo, quattro partecipazioni alla Bi…