Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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lunedì 10 marzo 2014

Antonio Spagnuolo ♪ Il solfeggio dello stile Pi

Il solfeggio dello stile Pi di Antonio Spagnuolo
Come un solfeggio([i])  si pone nel periodo dello stile Pi([ii] )di Antonio Spagnuolo, è l’ultimo periodo della sua biografia e della sua poetica, è quello dello schema verbale “Unire”, in cui la struttura è ormai evidentemente drammatica: più che la “complessità”, tra gli indicatori globali di Moles, è l’”iconicità” che va incontro alla “pregnanza” e , in più casi, sopperisce al suo stato insufficiente. Senza andare a fare alcuna verifica, questo vuol dire che “il vocabolario della 1^ fascia” è a metà strada tra il 20-25% dello stile che abbiamo denominato Ko e il 32-35% dello stile chiamato Sui([iii]), e vuole dire anche che tra le 32 variabili morfo-lessicali di cui alla Grammatica italiana descrittiva di  Regula e Jerney([iv]), la Diatesi passiva e il Rapporto Verbi Passivi/Totale Verbi sta crescendo come crescono le congiunzioni coordinative, la metafora si è fatta più tenera e, mentre culla l’oralità del poeta, allontana inquietudini e ansie. Ma l’angoscia resta lì in agguato a soffiare sulla passione immaginaria dell’io, intanto che l’Altro se ne è andato e l’oggetto a del poeta, per questa scomparsa che sempre più si univocizza, non avrà più il peso specifico, la libbra di carne, che Lacan sostanzialmente gli dava.





[i] Antonio Spagnuolo, Come un solfeggio, kairós edizioni, napoli 2014.
[ii] Pi è il “ristagno”, in cui prevale lo schema verbale “Unire”: l’intelligibilità è buona; la complessità media; l’ambiguità alta; la pregnanza, invece, è bassa; la carica connotativa è ancora alta a fronte di un codice espressivo più ristretto che elaborato.Siamo in quello che Durand chiama Regime Notturno: con le strutture drammatiche gli archetipi vigenti sono la Ruota, la Croce e la Luna. E’ lo stile inaugurato nel 1993 con Dietro il restauro e portato avanti con Attese, Rapinando Alfabeti fino a Corruptions .
[iii] Cfr. V.S.Gaudio, La pelle del tamburo e le pupille del tempo, il coboldcasa dell'alchimista
Lo stile di Ko, che è il sovvertimento, era quello in atto in Candida e in Infibul/azione; poi, con il complesso di Ko, venne Sui, lo stile di Sui, che è tutto incentrato sullo schema verbale del “seguire” in cui l’archetipo sostantivo è la “Ruota” e i sintèmi sono costituiti dal “sacrificio” e dal “tempo”: lo stile di Sui era lo stile portante di Per lembi, Fratture da comporre, Misure del timore.Tra Ko e Sui la differenza sostanziale è che Ko è dentro il regime diurno dell’immaginario e lo schema verbale è “distinguere”; Sui è dentro il regime notturno e lo schema verbale è “unire”.
[iv]M.Regula; J.Jerney, Grammatica italiana descrittiva su basi psicologiche, Francke Verlag, Bern 1965. Per essere più precisi in merito alle fasce linguistiche,ad esempio, in una poesia di 125 parole dello stile Sui, le parole della 1^ fascia, che è quella che De Mauro ritiene la più semplice nel vocabolario di base, sono 42-44, senza considerare gli articoli, le preposizioni e gli avverbi, a cui vanno aggiunte altre 15 parole della 2^ fascia e solo 3 della 3^(che è il vocabolario dell’"alta disponibilità" di cui a Tullio De Mauro che comprende 1800 parole del suo vocabolario di base).


Breve





Affondo nella nostalgia veloce, che mi invecchia,
nei giorni che nascondono le ore
per sottrarre pensieri,
e il battito declina il calendario
che ti allontana misteriosamente.
Il turbinio di novembre ebbe l’attimo breve
rubando il tuo sorriso, sfregiando la carne,
mentre io toccavo l’ultimo foglio bianco
della nostra passione.
Un’elegia grida il suo stupore
nel brivido,
a piegare l’ombra preziosa
che ti insegue.


Ø  da: Antonio Spagnuolo, Come un solfeggio, ed.cit.:pag.41.