Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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martedì 6 maggio 2014

Original Text ♥ Il Mistico Re di Coppe della Poesia e Stefania Casini

Il podice mistico di Stefania Casini  l'Archetipo della Figa Scarna         

  il frontespizio 
con il lungo titolo 
e la dedica
Avevo dedicato questo saggio polistrutturale sulla poesia di un contemporaneo, pubblicato nella collana “Produzione e interpretazione” della Celuc Libri di Milano, a quattro personaggi: all’amico poeta Paolo Badini, quello del sottomarino atomico, poeta dell’enunciato-sceneggiatura, quasi cinematografico per il suo estro surreale, una sorta di Jodorowsky della grassa Bologna e anche più naturale; a Tristan Corbière, che, tra l’altro, era stato tradotto dal poeta soggetto del saggio, ancorché non fosse stato, in quelle primavere degli anni Settanta, uno degli oggetti “a” poetici che più da presso seguivano la libido del saggista-poeta; alla Sacerdotessa della negazione assoluta, per ovvie ragioni, intrinseche allo step-style del poeta analizzato e alla pulsione biografica del poeta analizzante; infine a Stefania Casini, che, messa lì a contemplare la luna dell’archetipo dell’intimo, non si poteva mai presupporre che fosse, invece,a rivederla oggi in tumblr per questa foto di “Playboy” 1975, per niente soggetta allo schema verbale mistico del “Confondere”, anche se, a ben vedere, essendo le varianti quelle del “discendere” e del “penetrare”, così dotata di podice e così poco mistica, sulla scaletta dell’aereo, siamo proprio sicuri che stia salendo anziché scendere? Ricordandola più ectomorfa, ben dentro l’indice costituzionale al di sotto di 50, è, rivedendola com’era allora, con quel podice, tra il “discendere” e il “penetrare” come schemi verbali del regime mistico del poeta studiato, ben sopra l’indice costituzionale al di sopra di 50, quindi una bella sacerdotessa longilineo-mesomorfaE pensare che a Torino, in quegli anni, a chi mi chiedeva lumi su Stefania io rispondevo che non avevo notizia alcuna , al momento, dell’Archetipo della Figa Scarna!..Ma il bello doveva accadere negli anni Novanta, quando me la ritrovai collega come titolare di rubrica in “Noi”, il settimanale berlusconiano degli italiani e, naturalmente, lei teneva la rubrica dei libri, che, a rigor di cronaca, quella sì che era davvero nell’archetipo della semantica scarna; ma era già tanto il mistero della cosa che, preso alla testa come ti prende l’oggetto “a” che si fa finalmente e di botto maturo e perciò patagonico, se capita di incontrarla, questo mi dissi, le dovrò per forza darle i versi di Franco Cavallo, che erano  stati allegati nel libro dell’ascesi del re di coppe:
oh diletta 
sacerdotessa della negazione assoluta 
intesa come la più assoluta delle affermazioni
diletta    delitta   dilettuosa   delittevole

gamba    sfilante tra le calze dell’avvenire

anello di congiunzione tra la mia vita e la tua
sei finalmente matura
ameba dell’ultima verità possibile


v.s.gaudio
l’ascesi della passione del re di coppe
celuc libri
milano 1979


STEFANIA CASINI. PLAYBOY, 1975
▌Le pagine 26 e 27: la tavola dei regimi, dello schema verbale, 
degli archetipi e la situazione dei tarocchi di cui 
all'antropologia dell'immaginario di Gilbert Durand 
in cui è schematizzata la poesia di Franco Cavallo; 
la pagina della bibliografia essenziale ▌