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♦ Nel "By Logos" c'era anche Maria Luisa Spaziani...

BY LOGOS 
Lacaita 1979
Quarta di copertina
Il treno e la Stimmung con Luciano Erba, la riscrittura reciproca con Jolanda Insana nel By Logos e la Ballatetta di Luciano Troisio

In memoria di Maria Luisa Spaziani

Nel By Logos, a cura di Silvio Ramat, Cesare Ruffato, Luciano Troisio, ma anche Fernando Bandini e Andrea Zanzotto[i], almeno all’inizio c’erano stati  pure loro ad avviare l’iniziativa con i “padovani”, c’era, cosa da non credere, anche Maria Luisa Spaziani, e, cosa ancora più incredibile, è che la poetessa torinese, che era la numero 17, in quell’ espo-esproprio transpoetico, rifece addirittura, prima, Gianni Toti, ch’era il 4, e, poi, Jolanda Insana, che era la 22. Colpisce anche il fatto che il sottoscritto, che è quello che ha inventato il genere denominato “Stimmung”, fece la Stimmung con Luciano Erba, il numero 20, e anche Maria Luisa Spaziani fece la Stimmung con Luciano Erba; in più, speculare alla sua Stimmung con Gianni Toti, c‘è la Stimmung che Toti fece con V.S.Gaudio!...
Jolanda Insana così rifece Maria Luisa Spaziani:
(22/17)
amore aspettando mordicchio bricòccole
sgranocchio gran-turco
la vita mi gratta le ascelle
si scotta le dita – la bruciamorfemi
i tarocchi dicono
                               è l’ora è l’ora
che bell’abbuffata – mangiamoci amore

la vertigine mi si porta via
quando ti vedo incedere a tanta regale distanza
ma che cazzo d’amore fai?
Maria Luisa Spaziani  così rifece Jolanda Insana:
(17/22)
Lustrastilemi  ffrocio e baciapile
rampante su pilastri
butta la spugna, spurgo, tàgliati peli e fronzoli,
Sansone dritto da novanta.

Per angiporti vernacoli taberne
s’alluma d’astringenti lustrali,
sciuscià, sciò sciò!
Aria, orchiclasta lustrastivali.

Con zanne stercorarie incidi sopra il ghiaccio
Il mio epitaffio e poi mettilo al sole.
Alla montagna disse il topo guercio
aspetta che ti percio.

Chi ti piglia sul serio, sputtanato.
Se t’esce l’acqua dalle falle non
per questo di te sgargia e cresce il mare.

 La lama scrigna delle stelle se ne
frega delle lampare.

Rileggendo la mia Stimmung con Luciano Erba e quella di Maria Luisa Spaziani, mi vengono, in questa fresca notte a ridosso del 40° parallelo a nord dell’Equatore, i brividi: nell’incipit della poesia di Luciano Erba, io ficco :
anche tu
ta bouche à bout de souffle alunisage
sur le lit
Georgette Gladys
dont  il recueille le foutre
e andavo alla courbure du ventre
sifflant dans l’air
di  tweed

Maria Luisa Spaziani:
                                                                        anche tu
                  G2
                  leggevo                niente                                 perforata
ulcera              complimenti                                 nonostante
e andavo alla
                        numero                        Nomi
                un sambuco
                           della ferrovia
                qualcosa di nuovo
            nilotica(da Nilo)                               poetica(da Po)

Che dire? Se messo a letto, un verso, anche il più cancellato, è come una città opportuna, ha maniglie d’ottone, un astratto asteroide, un po’ come la mia Torino, e il treno, come verseggiava Luciano Erba, non può essere lontano, questo emisfero o stufa, anfratto asperoide, scrisse, nella sua Stimmung, Maria Luisa Spaziani: buonanotte e sotto a sinistra dio, sulla stessa riga a destra: mano, e sotto la mano: -UUNG!
WELTANSCHA- era nella pagina prima, sopra (e il treno non può essere lontano).
Nella mia Stimmung con la poesia di Luciano Erba, il treno non c’era, con la mano nilotica dans le corps immobile de Georgette anche allora avevo perso il treno, io che in treno ho incontrato la ragazza di Goteborg! Perduto il treno, me ne avvedo ora, c’era, quasi messo a letto, l’oceano, che è quantomeno l’archetipo-sostantivo che mi connette con la Spaziani[ii]: difatti, nella sua poesia per By Logos[iii],siamo nel 1978,  c’era il mare guardato per giorni per giorni l’amore aspettando ogni istante dissolvimi nel mare. Quel rombo di ondate richiuse in cui la poetessa anela essere portata via, manco fosse la losanga di Lacan…






[i] By Logos. Espo-Esproprio Transpoetico, a cura di Silvio Ramat, Cesare Ruffato, Luciano Troisio, Lacaita editore 1979.
[ii] Nel testo esplicativo, c’era tutta una teoria della Stimmung e della Lebenswelt, che ho allegato alla riscrittura di alcuni testi di quell’esperimento di By Logos lamentavo che l’interazione con i testi dell’”ESPO”, così era inizialmente denominato quell’esercizio di riscrittura anonima, era stata “un poco rigida in quanto la loro virtù paradigmatica poco lasciava alla forma soggettiva che circoscrive e trascende questo io fungente che scrive nella terza decade dell’agosto 1978”: forse quella stessa economia territoriale, ovvero la semantica, che avevo intravisto nella poesia 17, che nessuno dei poeti che partecipava all’esperimento, escluso i curatori, sapeva che fosse Maria Luisa Spaziani; certo che fosse stata dentro il desiderio dell’io fungente che temporalizzava le mie prensioni in quell’agosto, avrei tirato fuori una Stimmung, o forse una Lebenswelt, con passaggi, apparizioni, sottrazioni di Vicente Aleixandre, Maurice Blanchot e altre donazioni di senso assunte da Pierrette Berthoud, di cui al suo Hermès Baby,  che, guarda te il caso, fu pubblicato in “Minuit” n.17[Janvier 1976, Paris], lo stesso numero di Maria Luisa Spaziani nel By Logos
[iii] Indimenticabile, comunque, la riscrittura della poesia di Maria Luisa Spaziani che ne fece Luciano Troisio: una Love Ballatetta,per quella che aveva come titolo “Interrogato il morto non risponde”. Insieme ad altre 24, che riguardavano gli altri poeti, il curatore-poeta di By Logos la pubblicò in: Luciano Troisio, Venticinque Vettori, Nuovedizioni Vallecchi, Firenze 1981. La riproduciamo qui, in estratto visivo, omaggio di Luciano Troisio in memoria di Maria Luisa Spaziani. 
LOVE BALLATETTA in:
Luciano Troisio, Venticinque Vettori, ed.cit.:pag.35
LOVE BALLATETTA in:
Luciano Troisio, op.cit.: pag.36


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La capra bollita del villaggio di ShellaHo mangiato la vecchia capra bollita,ho intinto il pane nel brodo scuroinsaporito con pepe, masala ed iliki,ho scambiato quattro parole in kiswahilicoi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,ho pensato alle chiappe di Fatuma,mi sono trovato sulla strada del ritorno,mi è venuta una grande tristezza,per un attimo ho visto la morte,ho dato fondo all’ultima vodkae finalmente ho dormito il sonno del giusto.
1990
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