Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

SHUMILLA.

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SHUMILLA. I nuovi oggetti d’amore in Uh Magazine

lunedì 22 settembre 2014

♦ La democristiana e la voglia di shummulo

Questa è la Mila di Joseph Auquier
che è buona per lo shummulo ortodosso
non per lo shummulo frontale e socialista
La socialista shummulabile

by gaudio malaguzzi
L’avete voluto tutti un governo socialista, disse Thomas Bernhard[i], e adesso potete rendervi conto che proprio questo governo ha dilapidato tutto, e mi venne da pensare a quell’altro nostro socialista che era come il Cancelliere di cui a Thomas Bernhard un uomo volgare, scaltro e rapace che si era servito del socialismo come strumento per soddisfare la sua libido, e, Dio santo, quelle palle turgide che a un certo punto quell’attrice in odor di garofano aveva. E così aveva fatto tutto il suo gabinetto, a guardarla lì in quell’albergo del suo regno e a farci lo shummulo, che, è questo che pensò il poeta, l’ho inventato io nel secolo dopo anche se già lo facevo all’epoca di quelle tette così turgide, due meloni che uno, potendoli mettere in vetrina, fa una fortuna con una bottega di ortofrutta, anche i cetrioli, visto che c’è lo shummulo, che, per farlo, ci vuole molto, shumë, liquido e una pompa, per innaffiarli i cetrioli, cosicché lei venga a fare la posizione della mula[ii] per raccoglierli proprio quando il poeta li sta innaffiando con la pompa in mano, e mai in tutta la sua storia, il nostro paese era caduto così in basso, mai in tutta la sua storia era stato governato da gente più abietta e in combutta con gli ombroni, che popolo sciagurato, disse Thomas Bernhard[iii]. E, quando vidi il poeta, gli dissi: ma come hai potuto essere abbindolato anche tu da una socialista, anzi da una democristiana, gente ancor più falsa e bugiarda, e di più lei, se si pensa che fosse la nipote di quel ministro che, essendo giornalista dell’albo di serie A,come tutti i suoi fratelli, ma lui dove cazzo l’aveva fatto il praticantato se era politico della Dc da una vita e ministro da sempre, un politico a vita, oppure uno che appena può ed è fatta ha il vitalizio come cazzo è che, pur essendo stato iscrittovi in modo illegale, stando all’articolo 40 della legge dell’ordine, non lo depennano dall’albo?, visto che, stando al 740, ha proventi che vengono da un’altra occupazione, seppur quella di uno scranno a fare chiacchiere o a stare sempre zitti, senza pensare che un giorno sua nipote andrà a circuire il poeta e gli dirà : Dammi la tua…come dite voi laggiù in Culavria? Quella, insomma, la minchia, che ci vuole, l’ho detto, domani avrei dovuto sposarmi ma è la tua minchia che voglio, dai, poeta del mio gaudio fammi lo shummulo! Che dev’essere un vizio di famiglia, anche lei non si rende conto che il poeta, se è per farci lo shummulo, quelle magnifiche, immense, palle di carne di quell’attrice del garofano,i meloni, che allittera meglio la liquidità del suo nome, quelli vorrebbe per far vorticare al meridiano il suo oggetto a,tanto che, questo pensò il poeta allora, quando si tratta di (-φ), piove sempre sul bagnato, dopo di che ricompose la sua pulsione uretrale e scappò via da Torino.




[i] Cfr. Thomas Bernhard, Il soccombente, © 1983, trad. It. Gli Adelphi, sesta edizione, Milano 2010: pag. 134.
[ii] Che non è la “pecorina” e nemmeno la “giumenta di compare Pietro” di cui al Foutre du Clergé de France. E, la cosa è davvero inspiegabile, non vi è traccia nemmeno nel prontuario del maestro Tung-hsüan che disse: “Da un esame accurato è risultato che vi sono solamente trenta posizioni principali per consumare l’unione sessuale”. Le elenca, e la posizione della mula non esiste. Arriva alla 19, pensi che possa essere il Destriero Galoppante, no. Alla 20, Il Cavallo che scalpita, no, la donna si mette sempre supina; pensi che sia la 21, la Tigre Bianca che salta, ma si mette a quattro piedi e l’uomo si inginocchia dietro. Arrivi alla 29 e c’è l’Asino di Tre anni, forse è questa: no, la sottoponibile allo shummulo si mette a quattro mani sul giaciglio e l’uomo sta in piedi. Si, l’uomo sta in piedi, ma la shummulabile pure sta in piedi e si piega sul ventre e mentre poggia la mano sinistra sul ginocchio sinistro per rapportarsi alla posizione del poeta comincia con l’altro mano a raccogliere cetrioli, mentre il poeta, che è accovacciato, incrocia lo sguardo di verifica della prossemica della mula, oltre l’arco ogivale del suo ginocchio sinistro.
[iii] Ibidem.