Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

UH-NOIR│ Uh Magazine│ L'ipersoluzione territoriale e il delitto Bergamini

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giovedì 19 febbraio 2015

If the Moon ▬ Il Salto di Phias

La luna del (-φ) inconsolabile e fosco
La luna di questa notte, questo novilunio [alle 0.48 del fuso relativo al meridiano di Roma], non solo nella XXVI dimora ma, sul grado zero dei Pesci, nello spazio che i Cinesi chiamano Il Salto, Hoei, il punto zero e l’inizio della serie delle costellazioni, e gli Arabi gli hanno dato il nome di Il Buco Superiore dell’Utero, Al Fargh Al Mukdim, tanto che è meglio starsene a fare lo shummulo all’interno del proprio Heimlich che andare per mare come Enea e Ulisse; la luna di questa notte è quella di Ecate nella posizione detta “al cuore”, tra misteri e segreti e fantasma limitato dell’oggetto “a”, una sorta di ossessione cruda e oscura che fa zampillare l’anima del visionatore intento al suo piacere singolare, secondo la singolare versione di Harry Mathews. Si narra che nello spazio di questa luna, che è sfavorevole all’agricoltura, si trovi la luna di quel re che questa nazione mise in esilio e, perciò, è sfavorevole ai viaggi per mare e fa una bella immaginazione lugubre che stando agli Indiani sai dove se lo mette Edgar Allan Poe e pure Dario Argento?!Per questo la chiamano “Gli Antenati Felici”, segno di malinconia e pazienza, l’Herkunft fu felice, il discendente ha fantasmi tetri, lui stesso, avendo perso tutto, come anche il poeta, che ha quasi la stessa luna di quel re pur essendo molto più alto, si strugge tra angoscia e mestizia, un gaudio a sberleffo, un gaudio-bufala, patacca della Repubblica che diviene la sua trappola di bidonato e Vincenzo[i]. Ma non vuol dire che sia la luna del pisciarsi sotto o dello spaventapasseri, anche quando tremi verga a verga, lo si sappia,l’angoscia, come volle farvi intendere inutilmente Jacques Lacan, tira su una poderosa macchina erettile che fa sussultare e sobbalzare l’oggetto “a” che passa al meridiano, se passa, con quel buio, questa notte, è lì rinserrato tra angoscia e desiderio, nel punto più terribile e maledetto, quel punto-zero che proibisce le navigazioni ma lascia correre l’acqua per la china cosicchè, con infinita pazienza, l’oggetto “a” possa essere shummuliato fino a che l’orbita di Ecate sia nel grado della combustione(8 gradi tra Sole e Luna); i Kabbalisti la chiamano Phias, non perché sia la zona dell’eloquenza ma, perché Phias, tra immaginazione saturnina e shummulo plutonico, permetta al poeta di prolungare e narrare le gesta del suo (-φ), che con Phias “salta”[ii] e “copula”[iii] nel punto-zero della serie delle Costellazioni e del mondo.



[i] Nel senso di “pollo”, “ladrocinato” e “imbrogliato”; per questo fu dato questo nome al poeta.
[ii] “Il Salto” dei Cinesi.
[iii] “Il Buco superiore dell’Utero” degli Arabi.