Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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lunedì 18 maggio 2015

V.S.Gaudio ▌Il virus-test di Vira Fabra

Cover di Vira Fabra Inciviliti dalla scienza 
o divorati dai cannibali, Milano 1977: 
il disegno(“Pugno chiuso”) è di Roberto Zito
Anni fa, prima che Apolloni fondasse la Fondazione Apolloni-Fabra, mi si chiese di preparare un’introduzione per la nuova edizione di un testo che Vira Fabra aveva pubblicato nel 1977, che sarebbe stato il primo libro edito dalla Fondazione a lei dedicata.  Io preparai VIRA-TEST in 2546 parole, titolo e firma compresi. La Fondazione fu, poi, fatta, ma del Vira Fabra , Inciviliti dalla scienza o divorati dai cannibali, 2^ edizione, introduzione di V.S. Gaudio, non se ne seppe niente. Recentemente, prima della scomparsa di Ignazio, ricordai allo stesso di quel mio testo, senza rammentargli il suo progetto; rispose sulla bellezza del mio testo; sulla progettata seconda edizione di Inciviliti dalla scienza niente, divorata da chi o da che cosa?
In memoria dello scrittore dell’Antigruppo 73 e dell’Intergruppo, pubblichiamo qui il paragrafo 1. di VIRA-TEST © 2010.
 

Dedica di Ignazio Apolloni
a V.S.Gaudio: 16.11.2010

è VIRA-TEST
         di V.S. Gaudio


Wordle: vira-test 1. “Siamo in una cultura dell’irradiazione dei corpi e delle menti grazie ai segnali e alle immagini, e se questa cultura produce gli effetti più belli, come stupirsi che essa produca anche i virus più micidiali?”[i]  Se Baudrillard dice che “L’Aids è una specie di crack dei valori sessuali”, Jules Parrot avrebbe potuto dire che la sifilide “è l’emozione della trasparenza micidiale del sesso a misura di interi gruppi”[ii]? La reversibilità, che sempre disobbedisce alla legge e all’evidenza, è sfuggita di mano agli intellettuali, tutta la critica radicale è passata dalla parte dell’aleatorio, della virulenza, della catastrofe, e gli intellettuali sono caduti nel silenzio delle masse, o nell’evento della generazione precedente, che è il silenzio più assordante e stupido. In questa irreversibilità culturale recitano meravigliosamente la parte della loro servitù volontaria, giocano dentro la loro stupida certezza, nella banalità inesorabile e ordinaria delle cifre, tanto che questo testo degli anni Settanta del secolo scorso di Vira Fabra[iii] ricorda il virus informatico che ha devastato per cinque ore tutta la rete scientifica e militare americana, che forse era solo un test (Virilio)[iv], un esperimento degli stessi servizi segreti americani. 
Il virus-test può diventare un virus devastatore perché nessuno controlla le reazioni a catena. 
Il virus-test di Vira Fabra abita il cuore stesso dell’euforia operazionale: che dice Baudrillard? 
“Le scienze hanno fatta loro questa situazione panica: lo svanire delle posizioni rispettive del soggetto e dell’oggetto nell’interfaccia sperimentale genera questo statuto definitivo di incertezza relativamente alla realtà dell’oggetto e a quella, oggettiva, del sapere”[v]
Ci sono strani attrattori che si aggirano dentro la scienza, ma anche nell’economia, nell’informazione, nella politica, nel mondo correale. Dentro lo specchio del narcisismo, c’è l’apologia di ogni universo di discorso, se l’informazione non rinvia a un evento ma alla promozione dell’informazione stessa come evento, e se la comunicazione non rinvia più a un messaggio ma alla promozione della comunicazione stessa come mito, allora cosa può succedere in questa sospensione indefinita sul pensiero, il corpo senza passione davvero potrà essere lui il vero artificio, quello del segno nella seduzione, dell’ambivalenza nei gesti, dell’ellissi nel linguaggio?
Che cosa è micidiale?
La profilassi assoluta. 
All’inizio io non l’avevo capito, il fatto che Vira Fabra partisse dal cancro, con tutta la bibliografia di base di quegli anni, tolto Bonifacio che aveva dalla sua il siero di capra. 
Che scrisse dopo, Baudrillard? 
“La medicina non mostra di averlo capito quando tratta il cancro e l’Aids quasi fossero malattie convenzionali, mentre si tratta di malattie nate dal trionfo della profilassi e della medicina, malattie nate dalla scomparsa delle malattie, dalla liquidazione delle forme patogene. Patologia di terzo tipo, inaccessibile a qualunque farmacopea dell’epoca precedente (quella delle cause visibili e degli effetti meccanici). A un tratto tutte le affezioni appaiono di origine immunodeficienze (un po’ come tutte le violenze sembrano d’origine terrorista). L’attacco e la strategia virale hanno sostituito in qualche modo il lavoro dell’inconscio”[vi]
Sapevamo guarire la sifilide come malattia della forma; ora siamo senza difesa di fronte alle patologie della formula (Aids). 
La viralità è la patologia dei circuiti chiusi, chi vive dello stesso morirà dello stesso. 
Eri politico? Rispondi. Noi abbiamo smentito la filosofia occidentale. Del dubbio, del terrorismo, del nichilismo, dell’utopia. 
Eri estremista di destra? Rispondi. 
Eri socialista? Eri estremista di sinistra? Rispondi. 
Eri poeta di avanguardia? 
L’assenza di alterità, disse successivamente Baudrillard, secerne quest’alterità inafferrabile, questa alterità assoluta che è il virus. 
Eri medico? Rispondi. Noi abbiamo eliminato squilibri. Per sostituire l’alienazione con la noia? L’ordine segreto della catastrofe è dentro la strategia del peggio, quella del Male contro il Male, che è, o si rivela essere tale, una strategia ben temperata della specie, nel senso che i nostri virus, i nostri fenomeni estremi, reali e localizzati, permettono di mantenere intatta l’energia della catastrofe virtuale, motore di tutti i nostri processi, in economia come in politica, in arte come in storia, figuriamoci in letteratura.
Le pagine 18 e 19 di “Inciviliti dalla scienza…”


Wordle: vira-test 2
[i] Jean Baudrillard, Gli eventi sovraconduttori, in Idem, La trasparenza del Male, trad. it. Sugarcoedizioni, Milano 1991: pag. 43.
[ii] Ivi: pag. 46.
[iii] Vira Fabra, Inciviliti dalla scienza o divorati dai cannibali, Editrice Letteraria “Arpa”, Milano 1977.
[iv] Per il “virus informatico” vedi la letteratura vista come virus elettronico da William Burroughs (“La rivoluzione elettronica”, in È arrivato Ah Pook, Sugarco, Milano 1980) e Paul Virilio, La bomba informatica, trad. it. Cortina, Milano 2000.
[v] Jean Baudrillard, cit.: pag. 50.
[vi] Jean Baudrillard, Profilassi e virulenza, in Idem, op. cit.: pag. 73.

Nella copia di “Inciviliti dalla scienza…”, inviata a Alessandro Gaudio, 
ci sono molte pagine con appunti e annotazioni varie di Vira Fabra: 
a pagina 14, che è la seconda pagina della “Bibliografia”, ci sono queste aggiunte; 
a pagina 15, la commutazione del Triangolo di Odgen e Richards.
La copertina, invece, reca annotazioni di Ignazio Apolloni
$Per saperne di più sull‘utopia pratica di Vira Fabra leggi: èAlessandro Gaudio L’utopia pratica di Vira Fabra “Rivista di Studi Italiani” n.2 Dicembre 2007