Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

SHUMILLA.

SHUMILLA.
SHUMILLA. I nuovi oggetti d’amore in Uh Magazine

domenica 20 dicembre 2015

Doppel-Stimmung per "BY LOGOS" ⁞ V.S.Gaudio | Pierrette Berthoud | Maurice Blanchot | Marisa G.Aino

giugno 4, 2010 12:43 am v.s.gaudio from Lankelot
LA DOPPELSTIMMUNG DELL’AGOSTO 1978 
con Pierrette Berthoud, Maurice Blanchot e Marisa G. Aino

Nel consegnare i testi rielaborati ai curatori di “By Logos”, allegai anche questa esplicazione metodologica:


”Nel mese di febbraio, nel corso di un Reading di Poesia tenuto alla “Galleria d’Arte Duemila” di Bologna, ho esplicato i costituenti semantici che connettono la Lebenswelt  e la StimmungLa Lebenswelt, rispetto alla Stimmung, attualizza e raccoglie le modificazioni della presenza, e della storia dell’io narra gli Io della mia storia come anche gli Io di storie che non sono la mia; in altri termini, attuerebbe le estasi del tempo come esplicitazioni dell’implicita vita fungente che si temporalizza: chi scrive il testo perde l’evidenza prima del cogito nella possibilità degli altri Io possibili, quindi consegna l’infinito della Lebenswelt ad una sorta di reversibilità temporale che concretizza natura e storia.
La Lebenswelt non ha uno stato semantico circoscritto; l’io fungente moltiplica le prensioni e quindi coniuga la circolarità e la trascendenza dell’intersoggettività: una Lebenswelt è attuata da assunzioni non univoche, ad esempio può crescere dall’interazione tra lo stato semico di un personaggio di Musil e alcuni paragrafi del Trattato dell’Argomentazione di Perelman e Olbrechts-Tyteca, tra lo stato semico di O  Pauline Réage e certe correlazioni antropometriche, tra lo stato semico di un personaggio della Vigilia del Piacere di Pedro Salinas e certe assunzioni sull’istante di Gaston Bachelard, ecc.
La Stimmung, invece, ha limiti temporali, in cui la differenza dei due io fungenti sembra misurare la stessa mappa cognitiva: prescrive una interazione univoca da cui il presente attuale ritenga un paradigma dato dai semi che appartengono all’orizzonte del testo attraversato.
Così, la Stimmung del 25 ottobre 1977 con Vicente Aleixandre, La Destrucción o el Amor attua un processo di prensione dell’io fungente (=Gaudio che scrive il 25 ottobre 1977) che consuma la donazione di senso dell’altro (=il testo assunto: La Destrucción o el Amor) in un campo la cui finitezza semica  implica una sorta di Paarung , da cui “chi scrive” si impossessa dell’altro e codifica l’incontro risolvendolo e feticizzandolo nel telos che il testo è.
Ora,   in merito all’”Espo”[ era questo il nome dato inizialmente al “By Logos”] mi sembra di aver  attuato una Lebenswelt che ha  l’univoco (l’accordo profondo) della Stimmung: innanzitutto, l’io fungente è stato doppiato: alcuni testi li ho rielaborati con Marisa G. Aino. Poi, la Stimmung stessa è stata doppiata: ad esempio, ho attuato una mutazione di matrice della Poesia 2 [Roberto Sanesi], debordando dal paradigma che il testo mi dava, aggiungendo una donazione di senso assunta da Maurice Blanchot, L’attesa, l’oblio (trad.it. Guanda 1978); per la Poesia 20 [Luciano Erba], invece, ho attuato una mutazione di matrice aggiungendo una donazione di senso assunta da Pierrette Berthoud, Hermès Baby (in “Minuit” n.17, Paris janvier 1976).

Pierrette Berthoud
Hermès Baby
1^ pagina
Voglio precisare che avrei potuto elaborare una Lebenswelt facendo interagire tutti i testi dell’”Espo”; in questo caso, però, avremmo potuto parlare, ancora, di una Lebenswelt con modalità da Stimmung, cioè sarebbero state abolite quelle inserzioni di senso che “chi scrive” assume dal desiderio, che attraversa l’altrove di forme soggettive diverse.
Inoltre, c’è da dire che l’interazione con i testi dell’”Espo” è stata un poco rigida in quanto la loro virtù paradigmatica poco lasciava alla forma soggettiva che circoscrive e trascende questo io fungente che scrive nella terza decade dell’agosto 1978: il che equivale a dire che la Umwelt  dei testi dell’”Espo”(diciamo: questo altrove che attraverso) ha una economia territoriale (:semantica) che poco concede al desiderio dell’io fungente che temporalizza le prensioni di V.S.Gaudio negli ultimi dieci giorni dell’agosto 1978.”
Naturalmente, non furono pubblicate tutte le mutazioni di matrice fatte, mi sembra che  questo sia stato detto nell’introduzione di “By Logos”: i testi che rifeci erano il 2 (Sanesi), l’8 (Achille Serrao), il 12 (Mariella Bettarini), il 13 (Giorgio Bárberi Squarotti), il 15 (Mario Ramous), il 19 (Paolo Ruffilli), il 20 (Luciano Erba), il 23 (Gilberto Finzi), il 24 (Gregorio Scalise).

V.S. Gaudio


! By Logos, a cura di Silvio Ramat, Cesare Ruffato e Luciano Troisio,
Lacaita 1979: 4^ di copertina.