Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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sabato 12 dicembre 2015

La Stimmung dell'angioletto come te ⁞ In memoria di Ettore Bonessio di Terzet

La mappa perduta dell’angioletto come te

La Stimmung con EBT .Splendore del vento 
e con Francesco De Gregori.Un angioletto come te


Se un angioletto come te può disporre le carte e le mappe,
o i fogli stradali, e con la penna segnare la strada
e badare che laddove ci sia un punctum
lì sorge un castello o una cattedrale o il giardino Zen di Mia Nonna,
 se non il mulino ad acqua un centimetro a sud, il canale e ad ovest,
e sul sentiero stai salendo andando verso il tramonto,
c’è la cibbia, è lì che si ripetono le estati e il passaggio raro
di qualche asino per spazi che non rimandano a niente
della cultura del luogo, e tu sei un angioletto come se fossi
lo spirito di questa terra e del cielo,
con l’intelligenza della memoria
e l’abbandono della fantasia,
verso quale verità potresti andare,
se fossi andata, un angioletto come te
con le scarpe basse e leggere dentro
un vestito verde o quello con i trapezi blu,
hai il piede leggero e nella sacca verde
la camicia verde con le maniche corte
e un berretto sui capelli tagliati cortissimi
e l’orologio, la carta, i calzini, le calze,
le mutande, i jeans quelli con la cerniera
sul meridiano del podice, e la macchina fotografica,
un angioletto come te ha il passo laterale,
l’andatura di bolina stretta che aveva Sandra Alexis di Elvas
anche i calzettoni di lana e d’inverno quando metti le mutande
di lana fatte da Sartoria® per la ripetizione natalizia quando
ti prepari a memorizzare i nomi del profondo
ma adesso che un angioletto come te si ritrova
nella prospettiva che chiude il mare
e ricorda l'impero di Magritte
aiutato dalla bassa luce stradale infiammata
ad ondate dai fari delle moto che rombano
via come aeroplani lungo la discesa
che ricorda quelle della costa centrale
della California, un angioletto come te
in fondo una parata di luci come
insegne luminose ininterrotte
nel loro cangiare di colori e luminescenze
è qui semplicemente sulla collina del mio mare,
e seduta sul bordo in pietra del canale di irrigazione,
guardi il giardino di Mia Nonna che non è più
su nessuna rotta né sulle mappe dell’Istituto Geografico Militare
e prepari l’occhio ai nomi degli alberi da frutto
anch’essi sradicati dalla Orangerie di Mia Nonna,
e l’erba allora è qui che un angioletto come te
ha goduto anche la primavera scorsa,
senza che fosse stato trascritto il paradigma
sulla mappa, anche quando anni fa avevi
quel vestito a quadroni tra il marrone e il granata
o quando sempre dentro un’altra primavera
con quei tuoi stivali e l’abitino blu che ci si mette
così lieve e  ci si dà da fare con apparente facilità
da qualche altra parte  dove sta il pensiero
che essendo quello del (-φ) e dell’angoscia,
del desiderio e della sottrazione,
forse è là il desiderio verde dove non si deve
andare, specie un angioletto come te 
che sta sempre lungo la discesa
che ricorda quelle della costa centrale
della California, in fondo non è  una parata di luci
come insegne luminose ininterrotte nel loro cangiare
di colori e luminescenze, ma è semplicemente
il bagliore ainico, quello che ebbe Didone,
sulla sua terra tra una mucca e la misura del desiderio,
è  sempre la grandezza del (-φ) che fa luce dal meridiano
delle fantasie e della  lettura, quello che poi anche
per gli angioletti come te sono alla base della copia
nei rimandi  fotografici per farsi l’oggetto irredento,
l’oggetto “a” assoluto del poeta, che, si sa,
lui non può avere in eterno sulla punta
del suo (-φ) che un angioletto come te. v.s. gaudio

EBT amava ascoltare le canzoni di Francesco De Gregori: in un nostro sondaggio sui poeti che ascoltavano musica leggera in determinati periodi del loro Dasein, EBT rispose che amava ascoltare qualsiasi canzone di De Gregori; adesso che il cantautore romano ha rifatto(le chiamano in gergo “cover”), come se fosse in quel genere che io, in poesia,  ho modulato e chiamato Stimmung, più canzoni di Bob Dylan e, in particolare Sweetheart like you, che, come “Un angioletto come te”, ho potuto ascoltare in questi giorni, ho pensato a EBT, e, allora , dentro il suo Splendore del vento.Il viaggio, nella prima parte, quella denominata “Antefatti”, mi è venuta questa Stimmung, che, con la canzone di Dylan riscritta e cantata da De Gregori, è all’artefice dell’Artepoesia dedicata in memoria.
 La Stimmung viene postata in memoria di EBT, a 4 mesi dall’ improvvisa scomparsa del teorico dell’ArtePoesia