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Poeti lineari e la fiera del libro.

. Che esistano altri poeti lineari non è certamente una realtà attuale, è sempre stato così, Apolloni lo sapeva, ma il fatto è che viviamo in un’era di oscurità, anche se quando Ignazio ha scritto queste poesie[*] non c’era il web. Le nostre incerte nozioni si sgretolano, i nostri schemi concettuali sono incrinati dagli enigmi, ma oggi non si può mettere in dubbio che esista un rapporto significativo fra la poesia lineare e il cervello, ma quale sia precisamente questo rapporto è un altro problema, che per il momento resta insoluto. Nemmeno il protoDams è riuscito a identificare e a qualificare i rapporti tra stati mentali e stati cerebrali ma soprattutto gli schemi degli eventi mentali in interazione con gli schemi degli eventi culturali, non a caso anche quell’istituto rivela una fondamentale mancanza di comprensione. Un evento o uno stato mentale non è identificabile, questo disse Paul Ziff[1]; e allora come potremmo identificare un poeta lineare? Specialmente se non è tutt’uno con un evento culturale, un festival della letteratura, un premio bancario o commerciale, una fiera del libro, fosse anche quella degli editori minori che per l’ossimoro di cui hanno la ragione sociale sarebbe la più improbabile e ridicola.
[*] Ci si riferisce alle poesie lineari pubblicate nel secondo volume di “Antigruppo ‘73”, nel 1972, con il titolo "La grandezza dell’uomo”, ora disponibili in e-book come Uh-Book  di Issuu.


[1] Cfr.Paul Ziff, Il problema delle menti altrui, in: Idem, Itinerari filosofici e linguistici, © 1966; trad. it. Laterza editori, Bari 1969.





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La capra bollita del villaggio di ShellaHo mangiato la vecchia capra bollita,ho intinto il pane nel brodo scuroinsaporito con pepe, masala ed iliki,ho scambiato quattro parole in kiswahilicoi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,ho pensato alle chiappe di Fatuma,mi sono trovato sulla strada del ritorno,mi è venuta una grande tristezza,per un attimo ho visto la morte,ho dato fondo all’ultima vodkae finalmente ho dormito il sonno del giusto.
1990
ê1.SARENCOPOESIE SCELTE1961-1990
POETRY IS OVER COLLECTION
vIn memoria di Isaia Mabellini,in arte SARENCOSarenco, nome d’arte di Isaia Mabellini, è nato a Vobarno,sulle montagne della Vallesabbia, in provincia di Brescia, nel 1945. All’età di sedici anni, nel 1961, scrive la sua prima poesia. Nel 1963 produce la sua prima opera di ‘poesia visiva’. Nel 1965 la sua prima mostra di poesie visive. Dal 1966 ad oggi la sua attività espositiva conta centinaia di mostre nel mondo, quattro partecipazioni alla Bi…