Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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lunedì 29 febbraio 2016

Poeti lineari e la fiera del libro.

. Che esistano altri poeti lineari non è certamente una realtà attuale, è sempre stato così, Apolloni lo sapeva, ma il fatto è che viviamo in un’era di oscurità, anche se quando Ignazio ha scritto queste poesie[*] non c’era il web. Le nostre incerte nozioni si sgretolano, i nostri schemi concettuali sono incrinati dagli enigmi, ma oggi non si può mettere in dubbio che esista un rapporto significativo fra la poesia lineare e il cervello, ma quale sia precisamente questo rapporto è un altro problema, che per il momento resta insoluto. Nemmeno il protoDams è riuscito a identificare e a qualificare i rapporti tra stati mentali e stati cerebrali ma soprattutto gli schemi degli eventi mentali in interazione con gli schemi degli eventi culturali, non a caso anche quell’istituto rivela una fondamentale mancanza di comprensione. Un evento o uno stato mentale non è identificabile, questo disse Paul Ziff[1]; e allora come potremmo identificare un poeta lineare? Specialmente se non è tutt’uno con un evento culturale, un festival della letteratura, un premio bancario o commerciale, una fiera del libro, fosse anche quella degli editori minori che per l’ossimoro di cui hanno la ragione sociale sarebbe la più improbabile e ridicola.
[*] Ci si riferisce alle poesie lineari pubblicate nel secondo volume di “Antigruppo ‘73”, nel 1972, con il titolo "La grandezza dell’uomo”, ora disponibili in e-book come Uh-Book  di Issuu.


[1] Cfr.Paul Ziff, Il problema delle menti altrui, in: Idem, Itinerari filosofici e linguistici, © 1966; trad. it. Laterza editori, Bari 1969.