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ApollonGlosse ▒ Passioni e scrittura



PASSIONI E SCRITTURA

Una selezione di belle pagine, quelle scelte da Giovanna Minardi; alcune molto originali nella forma, nella struttura; altre un po’ meno. Prevale il profumo acre del Messico preindios sopravvissuto alla colonizzazione dei bianchi, sufficientemente ancora molto presente. La narrazione però spesso è confusa, con inserti linguistici superflui, con immagini che prevalgono sulla consecuzione con le parole. È quasi una sorta di furore, l’ansia del dire, il vomitare ciò che secoli di sottomissione della donna hanno fatto deglutire, ingoiare. Manca la duttilità dell’eloquio di stampo anglosassone, il preziosismo prustiano, l’elegia metafisica della letteratura italiana ottocentesca. Affascina comunque il paesaggio arso dal sole, brullo, dalle coordinate geognomiche impossibili da definire. Tormenti, dolori, frustrazioni, rabbia finalmente non più repressa alimentano le varie diegesi squisitamente di stampo autoctono. C’è in alcune parti dei racconti una religiosità al confine con l’irrazionale pre-cristiano, frutto dell’influsso del cristianesimo dei missionari su una radice animistica. Gli indios vengono visti come esseri subumani, causa di malefici, da aborrire.
Poi c’è la parte colta, dotta, in cui si avvertono le matrici di stampo occidentale, la scrittura al servizio della narrazione, niente più aborigeni. Fine dell’esotico, dunque? Assimilazione di stilemi ormai usurati? Più nessuna peculiarità? In gran parte è così ma un recupero della verginità di cui si è detto menzionando Nellie Campobello non guasterebbe. Sopratutto in Italia dove si è conosciuta sia la dittatura che la guerra civile da cui sorse la democrazia e una Costituzione tra le più avanzate sul piano dei diritti civili. Purtroppo spesso osteggiati dalla Chiesa Cattolica.

Ignazio Apolloni


Passioni e scrittura
Antologia di 23 narratrici messicane
del XX secolo
Giovanna Minardi (ed.)
introduzione di Martha Canfield
edizioni Anteprima
Palermo 1998

Hit Parade della Settimana

Beyoncé, Sia & V.S.Gaudio ░ La “veduta” bionda dell’ esercitante

L’esercitante per la “Battaglia dei Gesuiti” e la doppia misura del piede♫
Quello che accade all’ascoltatore, quando  commuta il suo fantasma  che è essenzialmente visivo, è quello che accade all’esserci , come Dasein, abituato alla sua nevrosi ossessiva. Voi le sentite queste due che cantano e ciò che vedete è che vestono in grigio, hanno due vestiti identici, che indossano a turno. Hanno le stesse mutande grigie, che indossano a turno. Hanno le stesse calze, le stesse scarpe grigie, forse anche lo stesso numero di piede. Probabilmente si sono svegliate alla stessa ora, più o meno alle sette e un quarto, di questi tempi, e, quando viene il solstizio estivo, verso le cinque e mezzo, ora solare. Alle otto e alle sei già son pronte per cantare. Basta vederle camminare, appena fuori di casa, come se fossero  l’immagine ignaziana, che non è una visione- scrive Barthes-  ma  una veduta, e in questa veduta  il visionatore, o l’ascoltatore, inquadra sapori, odori, suoni o sensazioni[i]. Le do…

Telegramma della Giovane Poesia ░

ÆTelegramma di Marisa Aino a V.S.Gaudio 
militare alla Direzione di Commissariato X CMT Napoli: 
compleanno hemingwayano del giovane poeta
Marisa Aino e un irriconoscibile Vuesse Gaudio, militare a Napoli, in piazza Vittoria e sul lungomare Caracciolo: alle loro spalle
si intravede il Castel dell'Ovo


░ L'azzurro dei cavalcanti

Per un lettore culturalmente adulto !

Aida Maria Zoppetti ░ Duck

  alfabetizzazioni:    abcdefghijklmnopqrstuvwxyz

from↓ricreazione  blog artificiale d'arte e artifiz

Giovanni Fontana ░ Tarocco Meccanico Reading

TAROCCO MECCANICO
Dal minuto 6 e 5 secondi, non perdetevi  il Reading di Giovanni Fontana dal suo Tarocco Meccanico

SARENCO. La capra bollita del villaggio di Shella

La capra bollita del villaggio di ShellaHo mangiato la vecchia capra bollita,ho intinto il pane nel brodo scuroinsaporito con pepe, masala ed iliki,ho scambiato quattro parole in kiswahilicoi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,ho pensato alle chiappe di Fatuma,mi sono trovato sulla strada del ritorno,mi è venuta una grande tristezza,per un attimo ho visto la morte,ho dato fondo all’ultima vodkae finalmente ho dormito il sonno del giusto.
1990
ê1.SARENCOPOESIE SCELTE1961-1990
POETRY IS OVER COLLECTION
vIn memoria di Isaia Mabellini,in arte SARENCOSarenco, nome d’arte di Isaia Mabellini, è nato a Vobarno,sulle montagne della Vallesabbia, in provincia di Brescia, nel 1945. All’età di sedici anni, nel 1961, scrive la sua prima poesia. Nel 1963 produce la sua prima opera di ‘poesia visiva’. Nel 1965 la sua prima mostra di poesie visive. Dal 1966 ad oggi la sua attività espositiva conta centinaia di mostre nel mondo, quattro partecipazioni alla Bi…