Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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venerdì 14 marzo 2014

Il professore della divina commedia e il monaco del gaudio

©Il professore e la divina commedia del gaudio
by Gaudio Malaguzzi

Il professore di Dante e Boccaccio, che, per tutto il tempo in cui ha insegnato al liceo, è sempre stato tormentato dai suoi studenti e finanche dalle sue studentesse, con le quali era uso appartarsi nella latrina della scuola per stabilire seduta stante quale fosse la pratica, e anche la posizione, più lieta per ottenere il massimo dei voti nella interrogazione dell’ora successiva o del compito in classe, non è più tornato a scuola perché è stato tradotto in carcere dalla polizia giudiziaria incaricata di farlo in esecuzione al mandato di arresto. Si continua a disquisire ancora sul pathos di questo insegnante, tanto che le pratiche sessuali con le studentesse i cronisti di giudiziaria le danno come atto dovuto all’affabulazione patemica del docente. Anzi, si fa derivare il tormento, datogli dagli studenti e dalle studentesse non sottoposte all’affabulazione erotica se non sodomitica, alla gelosia e all'invidia di queste giovani creature. Tanto è che si pensa che finirà ai domiciliari in un monastero cosicché possa raggiungere il gaudio leggendosi ogni giorno la Divina Commedia insieme a quel monaco francescano, già condannato a dieci anni per aver abusato di una o più consorelle, con l’aiuto del Ghb e, per non destare sospetti sulla natura del gaudio, facendosi assistere dall'assistente dotato del cognome,che è l’archetipo-sostantivo dei cosiddetti misteri della Madonna.