Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

UH-NOIR│ Uh Magazine│ L'ipersoluzione territoriale e il delitto Bergamini

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lunedì 20 ottobre 2014

Lo Shnek della Parrottiera │Gaudio Malaguzzi


e il Parrott: la cannoniera dei cetrioli non è però lei.
Lo Shnek della Parrottiera
by Gaudio Malaguzzi

Avvenne un giorno che la signora, che, nel secolo scorso, era andata a raccogliere cetrioli mentre il poeta innaffiava l’orto, scoprì, dentro un baule, un biglietto in una calligrafia che al momento non riconobbe ma che era facilmente leggibile. La scrittura – anche quando è in shqip o in turco o in croato se non in greco antico – non è mai un miscuglio di sumero, aramaico e babilonese e mai sembra che chi abbia scritto sia un uomo di cui parecchi uomini si mettevano i suoi pantaloni a turno.
L’autenticità del biglietto è assoluta, anche perché è confermata dalle parole del titolo che è “Shnek della Parrottiera”. Eppure la donna dei cetrioli, come un qualsiasi archeologo, ha un attimo di perplessità: si tratta probabilmente di una grande scoperta archeologica della propria storia, della mia storia o della storia del mio corpo, e dell’anima, e del cazzo – è questo che  dice  a se stessa la donna – ma, mio Dio,oh, Cristo, la parrottiera… e allora è del mio deretano che si tratta – e dovette sedersi per non venir meno, o venir ancora, e con le lacrime agli occhi tornò a guardare il biglietto spiegato: “Shnek della Parrottiera”…Ma “Shnek”?... Cos’è “Shnek”?...Oh, Parrottiera Santissima – gemette – fammi capire cos’è Shnek!
E si vide piegata a raccogliere cetrioli e a riempire il paniere quel giorno e sentì che il Signore è misericordioso perché la faceva sentire ancora nell’orto, e in quella posizione(lei è piegata sul ventre, e mentre tocca con la mano sinistra il suo ginocchio sinistro, da quell’angolo – non lo dimenticherà mai questo- verifica al millimetro la posizione dell’innaffiatore, è questo che farà impazzire il suo oggetto "a" e quello del poeta, la prospettiva del desiderio che è la posizione di tiro) che gli albanesi chiamano “kap-të –tràngullë[i] o “kap-të-kastravecë[ii], in cui il quadrante solare è rivolto ad est, dove sta innaffiando il poeta accovacciato e lei gli mostra quello che i tedeschi chiamano Sonnenhur[iii] e i francesi Le Juste Milieu , o Le Département du Bas-Rhin, se non Le verre de montre[iv], Le cul ortogonal.
Ma, a leggere Parrottiera, la donna dei cetrioli rammentò che lei preferiva la didascalia albanese: E Ekspositë të Bythë[v], la mostra del culo, oppure: E Ekspositë të or diellor, la mostra dell’orologio. E lesse lo Shnek: “Tēnisë ‘a Parrūttīra jùst p’u cannōnë  i Parrōttë!”[vi]
E allora capì che lo Shnek è questo, quello che è un epitaffio, nella psicologia transazionale, una didascalia, ah – disse – è la rizzata del cazzo, mentre il poeta, Parrōtt[vii], diceva che l’oggetto “a” transitava al meridiano, o una cosa simile, e che allora lui era il cannone americano Parrott[viii], quello del calibro grosso, e lei era la cannoniera, la Parrottiera, giusta, fatta su misura per quel cannone.
Oh, Dio, quanto sei misericordioso con le peccatrici – si disse – il problema è che poi se lui fa il cannone i cetrioli, sì, va bene, c’è la pompa, la canna, il cannone, ma avete mai sentito di un cannone che spara palle liquide? 'Stu poeta del cazzo non poteva scrivermi uno Shnek dell’orologio ad acqua? Così fin quando riempiva  la “capacitanza”!...E venendo ancora le venne in mente che il problema della meridiana ad acqua era legato alla temperatura e quel giorno in cui lei mostrò al poeta l’ora esatta per  raccogliere cetrioli non solo era mezzogiorno ma era nella canicola.




[i] “Prendi-i-cetrioli”(leggi sospendendoti sulla -ë finale, che è semimuta.
[ii]“ Kastravec” si legge “KASTRAVEZ”, è sinonimo di “Trangull”.
[iii] La “meridiana”, l’”orologio solare”.
[iv] Il vetro, la lente, dell’orologio.
[v] “Bythë” si legge con la –y letta come la “u” francese, e, naturalmente, la –ë è semimuta.
[vi] In dialetto del delta del Saraceno: “Hai la Parrottiera della misura giusta per il cannone di Parrōtt”: La virtù matematica dell’oggetto a era addirittura raddoppiata dal soprannome patronimico del poeta, che era, appunto Parrōtt, sinonimo fonetico del cannone americano, ma, che, a differenza del cannone americano che è su ruota, è correlato in shqip a “Pa- Rrotë”, che significa “senza ruota”, “fuori dal sistema, dall’ingranaggio”.Leggi anche Eufemistica dello Shnek del Parrott su pingapa.
[vii] Vedi alla nota precedente.
[viii] Dal nome dell’inventore americano Robert P. Parrott, 1804-1877. Nome di una famiglia di cannoni a canna rigata e relativo munizionamento speciale prodotti a partire dalla Guerra civile americana in tre differenti calibri: il 10 libbre da 2,9” di calibro; il 2° libbre da 3,67” di calibro; il 30 libbre da 4,2”. Erano riconoscibili per la grossa fascia di rinforzo posta sulla culatta dell’arma.
Il Parrott che, a differenza di Parrotë,
che ne è privo, ha le ruote...
│ by Sartoria