Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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sabato 4 ottobre 2014

♦ Pas dëshirë i Poetit | Secondo il desiderio del Poeta

Pashyrje[i] vs Pasdalje
Ide, quando fu contemplata nel sottopasso, e il poeta sembrava che raggiungesse il gaudio per la pietra patagonica, intanto che il tempo passava disse un giorno: Se “pasdalje” è l’uscita dietro, così come voi lo chiamate brimëbrimë, per fare di un buco il bucone e, poi, quando diventa “boccone”, non si sa più come prenderlo visto  che fa kafshatë ed è, manco a dirlo, femminile come il tuo buco, che pure a chiamarlo vrimë sempre femminile rimane, sempre una nomenclatura che esalta il genere femminile, ma è questo che stavo dicendo, così disse finalmente il poeta, se pasdalje è appunto l’uscita del “pas”, che è “dietro”, “indietro”, “dopo” ma è anche “secondo”, cioè “secondo me”, tanto che tu l’altro giorno è questo che hai detto: “Pas dëshirë jote”, “secondo il tuo desiderio”, e  io ti ho risposto : “ Pas dëshirë jote” , tu  ti sei girata :”Jote!”, e io sono andato più dentro l’entrata dietro e:”Jote, Ide…”, non è femminile pure il desiderio? E l’entrata, dunque? Il poeta pensava che dalje in quanto uscita era pur sempre il numero del diavolo, il 15, e allora sarà meglio che a farmi il “brimëbrimë”, o la?, di Ide continui a farmelo come uscita e pertanto come “pasdalje”, che, anche ufficialmente, è quello insomma in cui sono entrato, e adesso se devo commutare l’uscita in entrata, e il pasdalje cosa diventa? Come si dice “entrata”, Ide? Si dice, rispose al poeta che era dentro dietro, si dice, ooh, aah, come si dice?, aaah, si dice: “Hyrje”. E come il poeta “ngazava” di più, questo disse:”Oh, Ide, pashyrje…Nuk është pashyrie[“Non è l’entrata dietro”], kjo është…shumëpashyrie[“questo”-messo al femminile: “questa” è kjo- è il bucazzo, il superbucodelculo], ma non glielo disse in italiano, non lo tradusse, insomma, lasciò dentro il miele, i mjaltë, dello shumëpashyrje, l’entrata-dietro al superlativo assoluto, l’entratona, l’entratissima-dietro, o l’entrata-dietrissima, la superentratona-dietro. Ide gli disse, quando uscirono dal sottopasso, che le era piaciuto lo shumëpashyrie che avevano fatto, che, insieme così lo avrebbero nominato al proprio desiderio, pas dëshirë jote, disse il poeta;  pas dëshirë jote, gli rispose Ide, pas dëshirë jote…brenda pashyrje ime…[“secondo il tuo desiderio…dentro il culo mio”].[ii]
da: Se fosse l’antologia dell’ Ide-Dukem(…l’apparire di Ide) ♦ 4 





[i] Leggi:”pasc-ürìje”.
[ii] A prosposito del 15 che sarebbe “dalje”, il poeta non poté non restare estrerrefatto per “hyrje”, che, nella tavola numerica del sistema gancio della memoria, era semplicemente il 4, che è, nel commento al tarocco di Eliphas Levi, la Porta o il Governo presso gli Orientali. Ed è il 4, che è l’Imperatore, l’invito, più entrata di così?, il potere, il tetragramma, la pietra cubica. La lettera ebraica, più heimlich di così non si può, del 4 che è il numero dell’entrata, è “Dalet”, che allittera “dalje”, che è l’uscita!