Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

SHUMILLA.

SHUMILLA.
SHUMILLA. I nuovi oggetti d’amore in Uh Magazine

sabato 14 febbraio 2015

♦ Gli oggetti goduti dal poeta

Gli oggetti d’amore dell’anno del poeta
by Gaudio Malaguzzi

Quando alla fine dell’anno il poeta si ritirò nei  pressi di Sant’Arcangelo, in una locanda sperduta nella quale anni prima si era ritirato per mesi interi nell’intento di vedere quanto meno gente possibile e di mantenere solo i contatti strettamente indispensabili e poi cadde nell’incantesimo della Našca di Giulia, fu finalmente in grado di stilare la statistica dell’anno degli oggetti d’amore che in quei dodici mesi appena trascorsi avevano verticalizzato il suo oggetto  a e prodotto le estasi e le eiaculazioni passando al suo meridiano, interpretato di volta in volta dalle varie figure.
M Leggi solo se sei adulto e colto...$

Che quell’anno erano state solo cinque(in verità ce n’erano state altre, infinite, ma ognuna non aveva superato come oggetto della pratica fantasmatica le 12-15 prove):
Il personaggio fotografato da Julieta Sans
ha un qualcosa di fisico che ricorda la "mula
1) la mula, fantasmizzata  dalla originaria “posizione della mula” e nei vari possedimenti(verbalizzazione con il marito ed esattezza matematica dell’ingasamento tra parrottiera-lei- e parrōtt; seduta al camino sulla sedia impagliata e potenza patagonica del suo sedere e verbalizzazioni, anche con il marito, su cosa avesse ingasato  e in quale buco; mula con mutande di lana e sodomizzazioni anche con le stesse mutande intrise di sperma; mula in costume da bagno grigio e clisteri portentosi nel bosco e in riva al mare con, poi, cospicui depositi visibili, a qualunque passante, nei giorni a seguire, misti di evacuato e d’eiaculato; la mula che va a salutare il poeta quando deve ripartire e ci va con la gonna grigia e le mutande di seta o di lana e si fa riempire l’orcio per poi evacuarlo tutto intero  e immenso nel sentiero del bosco in modo che poi il poeta vada a farci sopra, o ci vadano altri passanti amanti della natura; la mula che – durante le feste – in una notte in cui resta anche solo mezz’ora col poeta si fa trombare con la marmellata di fichi o di zenzero ; la mula che fa lo shummulo al poeta con i seni quasi pesanti come macine; ecc.);
2) la moglie, fantasmizzata più giovane e posseduta da un enorme fallo in un luogo montano da un ospite ben definito nella mappa cognitiva del poeta e della moglie; altra variante dell’infarconata nella numero 34 del Foutre du Clergé de France, l’Ercole, con un potente e colossale fallo in un agrumeto e lo sperma che cola lungo la verga e poi si forma sull’erba una pozza di sperma di più eiaculazioni; classifica dei vestiti più usati sia per andare a farsi sodomizzare là sia per andare a cavalcare nell’agrumeto; varianti anche quantitativi, ad esempio con il fallo montano, presenza e partecipazione contemporanea di altri falli; variante del clistere portentoso introdotta quest’anno, con depositi fatti là in montagna, nel bosco, sulla spiaggia(si asciuga  l’ano con più pietre falliche), nel bosco,ecc.;



3) una giovane chiamata Orsellizia (fantasmatizzata coi calzoncini neri e cinturino bianco, e sodomizzata presso l’abbeveratoio dei ciucci, e poi con altri calzoncini, variante del calzoncino più inculato, che è sempre il nero, e uso particolare dello zucchero candito , e anche rum, miele, marmellate, durata dell’inculata sul numero di 3-4 cubetti di zucchero candito, e poi evacuazione e traccia della pratica effettuata depositata vicino a casa, nel bosco, dietro l’abbeveratoio, sulla spiaggia, in un agrumeto, visibile e constatabile da chiunque passi  per questi luoghi naturali);
4) un’altra giovane chiamata Gigolette che è attrice della Biffle ma che, all’uopo, viene anche inculata, anche lei in pantaloncini, ma anche in jeans, in virtù di un particolare giorno critico in cui apparve così, e dopo aver mangiato , odorosa di sugo, tanto che viene spesso “insugata” negli altri vestiboli; si presta anche lei a lasciare, nel corso dell’anno, depositi immani frammisti a miele, cioccolato e sperma;
5) infine un’altra giovinetta, chiamata Simone, pure fantasmizzata di solito in interazione con Gigolette, con cui verbalizza apprezzamenti e voglie inerenti il poderoso uccello del poeta, cosicché Gigolette si fa fare la Biffle in faccia o, quanto ci vuole, se lo fa insugare nell’ano e lei, non c’è verso, vuole che il poeta glielo ingasi davanti; nell’anno in corso, accantonata come oggetto singolo, ma coprotagonista con la Gigolette;



© blue amorosi
6) poi c’è la madre di Simone, accantonata da più tempo;

7) infine Ide la Breshë, che dopo tanta latenza, è riapparsa al meridiano del poeta negli ultimi giorni dell’anno con una frequenza notevole, fantasmizzata sotto un ponte con il suo patagonico sedere, anche lei fautrice di pesanti depositi frammisti a marmellata e sperma, fatti nel bosco, sulla spiaggia, in un campo sull’erba e a ridosso della ferrovia.