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La sifilide, la malattia di Parrot ? ▒ VIRA-TEST

Dedica di Ignazio Apolloni 
a V.S.Gaudio: 16.11.2010
Anni fa, prima che Apolloni fondasse la Fondazione Apolloni-Fabra, mi si chiese di preparare un’introduzione per la nuova edizione di un testo che Vira Fabra aveva pubblicato nel 1977, che sarebbe stato il primo libro edito dalla Fondazione a lei dedicata.  Io preparai VIRA-TEST in 2546 parole, titolo e firma compresi. La Fondazione fu, poi, fatta, ma del Vira Fabra , Inciviliti dalla scienza o divorati dai cannibali, 2^ edizione, introduzione di V.S. Gaudio, non se ne seppe niente. Recentemente, prima della scomparsa di Ignazio, ricordai allo stesso di quel mio testo, senza rammentargli il suo progetto; rispose sulla bellezza del mio testo; sulla progettata seconda edizione di Inciviliti dalla scienza niente, divorata da chi o da che cosa?
In memoria dello scrittore dell’Antigruppo 73 e dell’Intergruppo, pubblichiamo qui, dopo aver pubblicato il paragrafo 1.,  il paragrafo 2. di VIRA-TEST © 2010.


2. Sono invulnerabili gli animali?
Non siamo prole inetta.
Protetti da invisibile catafratte?
Noi abbiamo eliminato le lotte armate, atomiche, batteriologiche, chimiche, civili, a coltello, difensive, doganali, fredde, intestine, lampo, di logoramento, dei nervi, di posizione, sorde.
“All’epidemia, al contagio, alla reazione a catena, alla proliferazione, noi dobbiamo al contempo il peggio e il meglio. Il peggio è la metastasi del cancro, il fanatismo nella politica, la virulenza in campo biologico, il rumore nell’informazione. Ma in fondo tutto ciò fa parte di un meglio, perché il processo della reazione a catena è un processo immorale, al di là del bene e del male, e reversibile. È vero d’altronde che noi accogliamo il peggio e il meglio con identico affascinamento”[i].
Eri idealista?
Rispondi.
Eri farmacista?
Rispondi.
Eri credente?
Rispondi.
Eri perfezionista?
Eri filosofo?
Rispondi.
Eri atleta?
Rispondi.
Risanasti le Pontide?
Rispondi.
Eri antifascista?
Protagonista innocente?
Dentro la disperazione della sociologia e dell’estetica, nel contagio miracoloso delle forme, dove il virus della reazione a catena fa a gara con la logica della distinzione:
dal mito alla storia?
dall’istinto alla morale?
dal grido all’urlo?
dalla paura alla ricerca?
dall’ignoranza alla cultura?
dal giuoco all’istruzione?
dal caos alla decadenza?
dal tamburo alla televisione?
dalle tribù al gruppo?
dalla polvere da sparo alla bomba H?
dalla retorica alla semantica?
dalla televisione alla telepatia?
dalla storia alla cronaca?
dalla cultura alla crudeltà mentale?
Il nostro fantastico sociale è quello di questa superficie ultra-rapida di circolazione dei segni (e non quella ultra-lenta di circolazione del senso). Adoriamo essere immediatamente contaminati, senza riflettere. Dentro la virulenza, dentro la peste, nell’omogeneizzazione dei circuiti, nell’energia viscerale che ha preso il posto della negatività e della ribellione critica, dentro i fenomeni più originali del nostro tempo: le patologie virali, il terrorismo, la droga, la delinquenza burocratica, l’isteria collettiva di produzione compulsiva, il desiderio debole, il disfacimento del gusto, della volontà, senza più pulsione, nella repulsione e nel disgusto, è questa determinazione assoluta dell’energia, questa segreta dissolvenza che ci induce a sbarazzarci in qualunque modo della nostra energia, nell’energia del disgusto.
Eri analfabeta?
Privo di potere?
Eri infermiere?
Rispondi.
Eri necroforo?
Rispondi.
Chi ha ottenuto la tabella unica retributiva per uguali qualifiche, abolito la scelta obbligata dell’impiego sicuro, eliminato l’impossibilità di realizzarsi in un lavoro confacente alle proprie aspirazioni?
Eri sindacalista?
Eri femminista?
Eri ebreo?
Eri nazionalista?
Eri mitologo?
Tutto questo ero o potevo esserlo, dentro l’imbecillità del ruolo, nel cattivo gusto di quell’interesse, tutto funzionava secondo una strategia dello stupore e del malessere.
Il pensiero nazista indagò la pietà?
Perché Freud testamentò “Totem e Tabù”? Lo chiediamo a Charcot?
Questa totalità del Male e del Bene ci oltrepassa, un tale plus-valore catastrofico pone di fronte a noi eventi di tutti i tipi, che sono già stati o stanno per arrivare.
Dalla meccanizzazione alla contemplazione, dalle illusioni al miraggio, dai lager alle pareti invisibili, dall’elettricità alla carica telepatica, dalle fabbriche all’orizzonte, dall’ipoteca all’espropriazione, dal registro catastale alla pianura di liquefazione, dal libro alla parola, dalle macchine elettroniche al canto degli uccelli, dalla televisione allo schermo invisibile, dall’era atomica all’età dell’oro, dall’angoscia all’imbalsamazione, l’essenziale è puntare il proiettore nella direzione giusta, occorre scrutare il cielo e sviluppare e ingrandire, come per una fotografia, tutti questi eventi talmente lontani, o metafisicamente lontani, che provocano solo fosforescenza sugli schermi. Bisogna fare della teoria un delitto perfetto o un attrattore fuori del comune?
Sono esatti i numeri interi? Cento foglie in un albero. Quante metà, tre quarti, decimi in ognuna? Sopprimere i problemi falsi, inutili, uno il marito, mezzo la moglie. Abolire i contratti, accertare la misura del tuo corpo, privi del timore di ignorare, cancellare i ricordi complessanti, che cosa è rimasto del duemila? I germi o i virus della scienza naturale? La sifilide, la malattia di Parrot? La malattia di Heine? L’angoscia metafisica?
From VIRA-TEST
di V.S. Gaudio│© 2010


│© franco lo cascio 
 da: vira fabra, inciviliti dalla scienza o divorati dai cannibali, milano 1977




[i] Jean Baudrillard, Profilassi e virulenza, in Idem, op. cit.: pag. 79.

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L’esercitante per la “Battaglia dei Gesuiti” e la doppia misura del piede♫
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La capra bollita del villaggio di ShellaHo mangiato la vecchia capra bollita,ho intinto il pane nel brodo scuroinsaporito con pepe, masala ed iliki,ho scambiato quattro parole in kiswahilicoi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,ho pensato alle chiappe di Fatuma,mi sono trovato sulla strada del ritorno,mi è venuta una grande tristezza,per un attimo ho visto la morte,ho dato fondo all’ultima vodkae finalmente ho dormito il sonno del giusto.
1990
ê1.SARENCOPOESIE SCELTE1961-1990
POETRY IS OVER COLLECTION
vIn memoria di Isaia Mabellini,in arte SARENCOSarenco, nome d’arte di Isaia Mabellini, è nato a Vobarno,sulle montagne della Vallesabbia, in provincia di Brescia, nel 1945. All’età di sedici anni, nel 1961, scrive la sua prima poesia. Nel 1963 produce la sua prima opera di ‘poesia visiva’. Nel 1965 la sua prima mostra di poesie visive. Dal 1966 ad oggi la sua attività espositiva conta centinaia di mostre nel mondo, quattro partecipazioni alla Bi…