Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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sabato 6 giugno 2015

La sifilide, la malattia di Parrot ? ▒ VIRA-TEST

Dedica di Ignazio Apolloni 
a V.S.Gaudio: 16.11.2010
Anni fa, prima che Apolloni fondasse la Fondazione Apolloni-Fabra, mi si chiese di preparare un’introduzione per la nuova edizione di un testo che Vira Fabra aveva pubblicato nel 1977, che sarebbe stato il primo libro edito dalla Fondazione a lei dedicata.  Io preparai VIRA-TEST in 2546 parole, titolo e firma compresi. La Fondazione fu, poi, fatta, ma del Vira Fabra , Inciviliti dalla scienza o divorati dai cannibali, 2^ edizione, introduzione di V.S. Gaudio, non se ne seppe niente. Recentemente, prima della scomparsa di Ignazio, ricordai allo stesso di quel mio testo, senza rammentargli il suo progetto; rispose sulla bellezza del mio testo; sulla progettata seconda edizione di Inciviliti dalla scienza niente, divorata da chi o da che cosa?
In memoria dello scrittore dell’Antigruppo 73 e dell’Intergruppo, pubblichiamo qui, dopo aver pubblicato il paragrafo 1.,  il paragrafo 2. di VIRA-TEST © 2010.


2. Sono invulnerabili gli animali?
Non siamo prole inetta.
Protetti da invisibile catafratte?
Noi abbiamo eliminato le lotte armate, atomiche, batteriologiche, chimiche, civili, a coltello, difensive, doganali, fredde, intestine, lampo, di logoramento, dei nervi, di posizione, sorde.
“All’epidemia, al contagio, alla reazione a catena, alla proliferazione, noi dobbiamo al contempo il peggio e il meglio. Il peggio è la metastasi del cancro, il fanatismo nella politica, la virulenza in campo biologico, il rumore nell’informazione. Ma in fondo tutto ciò fa parte di un meglio, perché il processo della reazione a catena è un processo immorale, al di là del bene e del male, e reversibile. È vero d’altronde che noi accogliamo il peggio e il meglio con identico affascinamento”[i].
Eri idealista?
Rispondi.
Eri farmacista?
Rispondi.
Eri credente?
Rispondi.
Eri perfezionista?
Eri filosofo?
Rispondi.
Eri atleta?
Rispondi.
Risanasti le Pontide?
Rispondi.
Eri antifascista?
Protagonista innocente?
Dentro la disperazione della sociologia e dell’estetica, nel contagio miracoloso delle forme, dove il virus della reazione a catena fa a gara con la logica della distinzione:
dal mito alla storia?
dall’istinto alla morale?
dal grido all’urlo?
dalla paura alla ricerca?
dall’ignoranza alla cultura?
dal giuoco all’istruzione?
dal caos alla decadenza?
dal tamburo alla televisione?
dalle tribù al gruppo?
dalla polvere da sparo alla bomba H?
dalla retorica alla semantica?
dalla televisione alla telepatia?
dalla storia alla cronaca?
dalla cultura alla crudeltà mentale?
Il nostro fantastico sociale è quello di questa superficie ultra-rapida di circolazione dei segni (e non quella ultra-lenta di circolazione del senso). Adoriamo essere immediatamente contaminati, senza riflettere. Dentro la virulenza, dentro la peste, nell’omogeneizzazione dei circuiti, nell’energia viscerale che ha preso il posto della negatività e della ribellione critica, dentro i fenomeni più originali del nostro tempo: le patologie virali, il terrorismo, la droga, la delinquenza burocratica, l’isteria collettiva di produzione compulsiva, il desiderio debole, il disfacimento del gusto, della volontà, senza più pulsione, nella repulsione e nel disgusto, è questa determinazione assoluta dell’energia, questa segreta dissolvenza che ci induce a sbarazzarci in qualunque modo della nostra energia, nell’energia del disgusto.
Eri analfabeta?
Privo di potere?
Eri infermiere?
Rispondi.
Eri necroforo?
Rispondi.
Chi ha ottenuto la tabella unica retributiva per uguali qualifiche, abolito la scelta obbligata dell’impiego sicuro, eliminato l’impossibilità di realizzarsi in un lavoro confacente alle proprie aspirazioni?
Eri sindacalista?
Eri femminista?
Eri ebreo?
Eri nazionalista?
Eri mitologo?
Tutto questo ero o potevo esserlo, dentro l’imbecillità del ruolo, nel cattivo gusto di quell’interesse, tutto funzionava secondo una strategia dello stupore e del malessere.
Il pensiero nazista indagò la pietà?
Perché Freud testamentò “Totem e Tabù”? Lo chiediamo a Charcot?
Questa totalità del Male e del Bene ci oltrepassa, un tale plus-valore catastrofico pone di fronte a noi eventi di tutti i tipi, che sono già stati o stanno per arrivare.
Dalla meccanizzazione alla contemplazione, dalle illusioni al miraggio, dai lager alle pareti invisibili, dall’elettricità alla carica telepatica, dalle fabbriche all’orizzonte, dall’ipoteca all’espropriazione, dal registro catastale alla pianura di liquefazione, dal libro alla parola, dalle macchine elettroniche al canto degli uccelli, dalla televisione allo schermo invisibile, dall’era atomica all’età dell’oro, dall’angoscia all’imbalsamazione, l’essenziale è puntare il proiettore nella direzione giusta, occorre scrutare il cielo e sviluppare e ingrandire, come per una fotografia, tutti questi eventi talmente lontani, o metafisicamente lontani, che provocano solo fosforescenza sugli schermi. Bisogna fare della teoria un delitto perfetto o un attrattore fuori del comune?
Sono esatti i numeri interi? Cento foglie in un albero. Quante metà, tre quarti, decimi in ognuna? Sopprimere i problemi falsi, inutili, uno il marito, mezzo la moglie. Abolire i contratti, accertare la misura del tuo corpo, privi del timore di ignorare, cancellare i ricordi complessanti, che cosa è rimasto del duemila? I germi o i virus della scienza naturale? La sifilide, la malattia di Parrot? La malattia di Heine? L’angoscia metafisica?
From VIRA-TEST
di V.S. Gaudio│© 2010


│© franco lo cascio 
 da: vira fabra, inciviliti dalla scienza o divorati dai cannibali, milano 1977




[i] Jean Baudrillard, Profilassi e virulenza, in Idem, op. cit.: pag. 79.