Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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martedì 11 agosto 2015

FULÙ ♦ Morfologia del sogno di V.S.Gaudio

"Skorpio" n.35/1990 © Trillo e Risso
Fulù eccola qua , è arrivata così tenera e resistente dentro i leggings di Gaëlle Bonheur, addirittura in anticipo. Mi sembra ancora più ectomorfa di come la disegni Risso, un po’ mi ricorda Miele, Miele nera, con il suo indice del pondus tra il debole e il basso, la misura che tira su la pulsione uretrale del poeta e del visionatore dentro i piaceri singolari di Harry Mathews.
VS Olà, Fulù, sei gaelica nel leggings Bonheur!
F  …?
VS Prendiamo un gelato?
FCioccolato e limone.
                 
Fulù mona del Bonheur
 di V.S.Gaudio
VS Vedendoti d’estate, di tutte le meraviglie della natura, seduta qui in questa città  che di selvaggio fino a qualche decennio fa aveva i terroni, tutti rigorosamente brevilinei, tu sei un incanto notevole, forse il più notevole…per come riesci ad essere non so che albero con queste gambe dentro questi leggings che sembrano disegnati apposta per il tuo pondus…sei un pioppo, un abete rosso, una sequoia gigante, un olmo, un nespolo…
F Solo un poeta può lodare così dal basso un personaggio che prima di essere un albero era ed è semplicemente una schiava.
VS Una schiava e la maga della via dei sogni…Qual è il mio sogno, Fulù?
F Così, immediatamente? Dovrò chiedere al mio spirito Nder Saba, e dovrò parlarti in terza persona, lo sai no?
VS Sì, certo.
F Se hai un sogno è come un piacere singolare…

VS E tu? Dentro quale piacere singolare vivi col tuo oggetto “a”? Io son rimasto al Micael che, mulatto, venne da te per  farsi bianco e andò, come si dice, in bianco…

F La storia si è allungata e nella trama sono entrati altri personaggi. Il mio oggetto “a” è un poeta come sei tu, un po’ saraceno e un po’ sibarita, un po’ veneziano e un po’ sabaudo: io che son selvaggia e schiava, e nuoto dentro la mia pulsione del masochismo irredento, è un poeta come te che vorrei, geneticamente indifendibile e indefinibile, senza nome, con tutti i diritti costituzionali violati, più schiavo di me e dentro la magia degli archetipi-sostantivi e degli schemi verbali diairetici…
VS Mi lasci senza parole, e adesso che il mio Geist  è gonfio della pulsione uretrale e fallica insieme, se ti guardo come lecchi il gelato, che ne sarà del mio piacere singolare che, l’hai detto tu, è anche il mio sogno?
F Dentro il tuo sogno, c’è questa creatura ectomorfa un po’ nera e un po’ Miele, ma non è detto che ci fai bagnare di gaudio le giunture delle ginocchia o il solco delle natiche…
VS Tu dici che non  vi dedico pensieri altrettanto intensi quanto è intenso il colore del sogno?
F Né pensieri né piaceri. Siamo a deliziarti l’oggetto “a”, ma si può dire che l’oggetto “a” non passi mai al meridiano con le mie gambe o quelle di Miele, e neanche con quello che tu chiami pondus ed è semplicemente il podice, quantunque alcuni personaggi volgari che ho conosciuto lo chiamassero culo.
VS Il culo-Fulù…’u culu-fulù
F Ah, è delizioso. Quando ti ci metti, sei a metà strada tra il marchese de Sade, Trillo e Manara, che, se fossi stato un disegnatore oltre che poeta, sai  quanti begli schizzi avrebbe prodotto il tuo Geist così tanto uretral-fallico!
VS ‘U culu-Fulù è più fallico o più uretrale?
F E ‘u fallu-Enzù è più uretrale o più anale?
VS Diamoci una risposta.
F Anale.
VS Uretrale.
F Sarebbe Enzu(f)fulu?
VS Da registrare come pratica dell’Enzuvë nel Fulù… e non come “flauta pastoríl”, lo zufolo, anche se c’è dentro il figurativo estúpido…
F Questo è il tuo sogno. Di un poeta che non è mai stato capace di comportarsi in modo consono alla propria età.
VS Però so essere frugale e parco.
F Che allittera porco.
VS E frugale , prova a leggerlo tu come imperativo con l’accento tonico sulla u di uretrale…
F Appunto: parco uretrale.  Dentro un sogno ristretto, un parco da bagnare sempre. Frugata, nella mia lingua, è “busca”, “apalpadela”. Per frugare c’è anche “revolver”!
VS Fulù, nell’alfabeto numerologico dei Rosa Croce, fa 62, che è l’arcano dell’8 di spade, che è inizialmente la dominazione e la prigionia, la calamità e la calunnia, come quando appari dentro il dominio di Albada, la lardosa, che ti tiene prigioniera  per i tuoi poteri,  sei colei che pesa le anime, tra spada e bilancia come l’Arcangelo Michele e le funzioni dell’Osiride sotterraneo, il 62 iniziale addizionando le cifre fa 8, il tarocco della giustizia che non porta la benda sugli occhi; l’anima, disse Wirth, procede dall’arcano VIII.
F E Giove, dentro Temis, la giustiziera dell’Olimpo greco, genera le 4 Stagioni…
VS E la pizza Margherita.
F Che è quella che mi piace di più, ma con le acciughe.
VS Che sarebbe la Pizza Marfulita!
F La carta della riabilitazione, verso la libertà di Palmarés, lungo la disciplina e l’obbedienza, il rigore e gli inganni, l’essere vittima di truffatori, e infine la Pizza Marfulita!
VS E l’arcangelo Micael l’acciughina nera e salata se la sognava proprio nella fuga verso la libertà…
F Che tipo costituzionale sarei?
© Trillo e Risso
VS Una longilinea ectomorfa. L’immagine tutta improntata sulle gambe e sulla sensualità astratta del corpo, tra l’inafferrabilità e l’incostanza, con un indice costituzionale al di sotto di 50 e l’indice del pondus debole, tra 36 e 32: col pondus o il seno tra 85 e 86 centimetri e l’altezza di 172-173 centimetri. Se 85 con altezza a 173, l’indice costituzionale è 49.13: 85 x 100= 8500: 173= 49.13; così, l’indice del  pondus, posto il peso a 56, 57 chilogrammi, sarebbe questo:  statura 173 – (peso 56 + seno 85=)141= 32, che è il grado più alto dell’indice “debole”(la forchetta va da 36 a 32, col valore che è più alto decrescendo). Ascolta:correlando gli indici con l’alfabeto mnemonico, dall’indice costituzionale esce, per il  49, che sono l lettere R e B, “roubo”, come “rapina”, “rapimento”, “refurtiva”; per il 13, che sono le lettere T e M, “timão”, come “timone”: perciò saresti la morfologia del “rapimento timone”, della “refurtiva timone”, d’altronde, tu che indichi la via dei sogni e del futuro, e sei la schiava di Aldaba, è così che questa con la sua banda ti usa, sei una refurtiva che fa da timone.; dando invece per 1 la D, avremmo la parola, il segno “demão”, che è la “mano”, lo “strato”, la “rifinitura”: connessa alla “refurtiva” sarebbe la “rifinitura della refurtiva”, la “mano della refurtiva”, passiamo adesso, per i vostri sogni, una bella mano di Fulù! …
F E l’indice del pondus, il suo numero?
I leggings Gaëlle Bonheur
VS Beh, con 32, che sono la M e la N, Fulù, avremmo “mona”, la “scimmia femmina”, la “bambola di stracci”; ma anche “manha”, come “destrezza” e “astuzia”, o “cattiva abitudine”. Insomma la destrezza o la cattiva abitudine della refurtiva-timone; e , prima, la bambola di stracci, più chiaro di così, che è la refurtiva-timone.  Ma tu essenzialmente sei Fulù, scura, mulatta, arrabbiatissima, dentro la “fula” della fretta e della precipitazione e la fuliggine di “fuligem”. Qui, in Europa, saresti stata una ammašcante quadarara, destinata, lungo la mia via dei sogni, a controllare e a definire la mia anima e il mio desiderio, il mio oggetto “a”, t’avrei  chiamata  Wazzijù(pr:”Gliazzijù”)  o Allazzijù[i]



[i] Dal participio passato di “Wazzijare” e “Allazzare”, lo schema verbale di “rubare”: saresti la “rubata”, la “rapita”, la “grattata”, la refurtiva, timone dei sogni del poeta. Ma anche ‘Mbrunù(zza), da ‘Mbruna , che è “sera”, “notte”, “buio”, potrei chiamarti Fulù, sol se fossi stata tu nel mio sogno sibarita e della tua spada, la decisione psichica, la parola di Dio, la parola di Fulù, la parola di ‘Mbrunù, la quadarara  dell’arcano VIII, da cui procede l’anima fin tanto che il corpo arrivi con l’arcano XV, quello del diavolo.
© Eduardo Risso