Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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domenica 16 agosto 2015

Le Orecchiette di Fulù ♦

Auricula Recocta 
by V.S. Gaudio
I capelli canapini di Fulù, ci vuole poco, quel biondo chiaro simile a quello della  canapa, e il suo corpo longilineo ectomorfo mi fecero pensare alla canapiglia, che è un uccello degli Anseriformi di color bruno con frange nere e arancioni, che, oh Dio, come vola! E’ l’Anas strepera, mentre il canapino è un piccolo uccello canoro dei passeriformi di colore giallastro.
Mentre stavamo gustando questo piatto di pasta greggia, e mi dicevo che non è lo zenzero, perché qui a un certo punto entra una sensualità tenera, col tocco soave, quasi analgesico, che hanno le donne brune della costa, non solo cantabrica o di quella di Huelva, come ebbe a dire Manuel Vázquez Montalbán; e poi, mi dissi, lo zenzero come faresti a spalmarlo sul corpo di una longilinea come Fulù, che, essendo una canapiera mancata, non diventerebbe mai una  canapicultrice, nemmeno in una di quelle Università della penisola che,  inventato l’artificio del cultore della materia, misero su stabilimenti infiniti per la lavorazione degli esami, i cosiddetti esamifici, tra corda e spago, canapuli, fibre, sostanze resinose e semplici manufatti narcotici, indolori e stupefacenti…
Comunque, è un piatto pieno di freschezza e di aggressione, non so se possa essere considerato un delizioso piatto estivo, una di quelle ghiottonerie che gli umani possono mangiare in costume da bagno, specialmente se con una tipa come Fulù, e senza nemmeno la canottiera, anche se lei ha il pondus da canottiera, e l’anima, o l’animus, così mi presento e le dico: non sono quel poeta trasgressore che tu pensi che io sia, non metto la canottiera, che fa un po’ Salvatore Giuliano, ma, Fulù, io ti adoro a vederti in canottiera sopra il costume da bagno, e poi tra canottiera e canapiera si fa presto a finire sul canapè, che non è la fetta di pane ma il divanetto con spalliera e braccioli, su cui, non son volgare, Fulù potrebbe fare l’anatra che vola capovolta, o la canapiglia[i], perché Daffy  Duck  a vedermelo trasmigrato in Fulù mi farebbe senso.
Ciò che entra dall’orecchio, Lacan, non è mai orecchiabile: è sì un segnalibro, questo è vero, e l’orecchietta, che non sia solo pasta, nell’atrio del cuore, tra pomodoro e ricotta, agita l’oggetto “a”  anche con l’utero freddo come sembra che sia quello di Fulù[ii]: Nostradamus tirò fuori per questo tipo di femmina lo zenzero, financo a un monaco postmoderno fu attribuito il cosiddetto cilindro infuoca utero, insomma non è sbagliata la presenza della ricotta, dentro la ricottura del siero di latte e l’omogeneizzazione della struttura interna raggiunta lentamente,tra  caldo e freddo, come se l’oggetto “a”, metti che sia il seme, anche di canapa, culminasse al meridiano, a sud, e, poi, lentamente, si raffreddasse  scendendo a nord.
Insomma, finisce così: Philadelphia Pepper-pot[iii] con una borsista yankee dai capelli rossi, specializzatasi nell’uso del quechua nell’idioletto di Aurélia Steiner d’Ushuaia; Auricula Recocta con Fulù, dai capelli canapini, dentro il sogno dell’oggetto “a” che lei rende autonomo, libero, in cammino con la pulsione uretrale del poeta.




[i] L’Anas strepera, che è l’anatra, ma porta anche all’Anas di Ana, fiume della Spagna, oggi Guadiana, che, per Sandra Alexis, venne a un certo punto nel paradigma esistenziale del poeta. Ma, è singolare, è come se fosse la radice dell’anastrofe, l’inversione di cui all’anatra che vola capovolta sul caban. Poi, di questo passo, si fa presto a farne il piatto dell’anathema, sia come offerta, ex voto, che come anatema, scomunica.
[ii] Non è impossibile che Fulù possa essere originata da Fulix o Fulica, l’uccello acquatico che è la folaga.
[iii] Cfr. ricetta in Manuel Vázquez Montalbán, Ricette immorali, trad.it. Feltrinelli 1994: pag.48-49.

Auricula Recocta
by Marisa G.Aino


Orecchiette con farina di semi di canapa Gastronomia Frost (Castellana Grotte, Bari)
Pomodori freschi pelati a pezzetti
Aglio
Basilico
Olio
Ricotta dura

Cuocere le orecchiette in acqua salata per 10 minuti circa.
Scolarle.
Condire con il sughetto di pomodori freschi, aglio, basilico, olio.
Spolverare con ricotta dura grattugiata.