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La singlossia, il podice di Druuna e l'iconicità.

. La singlossia, questo è sicuro, si vede; al momento, non chiediamoci se costa di più riprodurla in stampa: insomma, è questo che ha capito Ignazio: nella poesia lineare,   gli eventi mentali non possono essere identificati con gli eventi cerebrali; nella singlossia, questa duplicità ontologica è eliminata, la singlossia è come una mela, ha naturalmente una costituzione molecolare; insomma il problema è questo: una poesia lineare è un macro-oggetto che ha una microstruttura complessa ; una singlossia aggira questa teoria atomica, ho in mano una mela, una singlossia; questa singlossia non è una sola e identica cosa con un particolare gruppo di molecole. Non è possibile: non è vero che io getti in aria la mia singlossia e ne afferri una nuova ogni volta; eppure, la costituzione molecolare della mia singlossia fluttua da un lancio all’altro: il raggruppamento di molecole che costituisce la singlossia quando la getto in aria, o la faccio vedere e leggere al convegno di poesia visiva, la prima volta non è identico a quello che la costituisce al lancio successivo, o quando la pubblico, seppur a pagamento e quindi in teoria come cazzo voglio o come cazzo mi fa fare la somma stanziata. A meno che non si debba chiamare in causa la proprietà transitiva dell’identità, ma in singlossia non ci sono casi di identità, non fosse altro perché oltre che essere didascalica ha anche un’immagine, per quanto non abbia l’iconicità del podice di Druuna, il personaggio di Paolo Eleuteri Serpieri, che tanto perturba l’oggetto “a” del poeta lineare.

Hit Parade della Settimana

Beyoncé, Sia & V.S.Gaudio ░ La “veduta” bionda dell’ esercitante

L’esercitante per la “Battaglia dei Gesuiti” e la doppia misura del piede♫
Quello che accade all’ascoltatore, quando  commuta il suo fantasma  che è essenzialmente visivo, è quello che accade all’esserci , come Dasein, abituato alla sua nevrosi ossessiva. Voi le sentite queste due che cantano e ciò che vedete è che vestono in grigio, hanno due vestiti identici, che indossano a turno. Hanno le stesse mutande grigie, che indossano a turno. Hanno le stesse calze, le stesse scarpe grigie, forse anche lo stesso numero di piede. Probabilmente si sono svegliate alla stessa ora, più o meno alle sette e un quarto, di questi tempi, e, quando viene il solstizio estivo, verso le cinque e mezzo, ora solare. Alle otto e alle sei già son pronte per cantare. Basta vederle camminare, appena fuori di casa, come se fossero  l’immagine ignaziana, che non è una visione- scrive Barthes-  ma  una veduta, e in questa veduta  il visionatore, o l’ascoltatore, inquadra sapori, odori, suoni o sensazioni[i]. Le do…

Telegramma della Giovane Poesia ░

ÆTelegramma di Marisa Aino a V.S.Gaudio 
militare alla Direzione di Commissariato X CMT Napoli: 
compleanno hemingwayano del giovane poeta
Marisa Aino e un irriconoscibile Vuesse Gaudio, militare a Napoli, in piazza Vittoria e sul lungomare Caracciolo: alle loro spalle
si intravede il Castel dell'Ovo


░ L'azzurro dei cavalcanti

Per un lettore culturalmente adulto !

Aida Maria Zoppetti ░ Duck

  alfabetizzazioni:    abcdefghijklmnopqrstuvwxyz

from↓ricreazione  blog artificiale d'arte e artifiz

Giovanni Fontana ░ Tarocco Meccanico Reading

TAROCCO MECCANICO
Dal minuto 6 e 5 secondi, non perdetevi  il Reading di Giovanni Fontana dal suo Tarocco Meccanico

SARENCO. La capra bollita del villaggio di Shella

La capra bollita del villaggio di ShellaHo mangiato la vecchia capra bollita,ho intinto il pane nel brodo scuroinsaporito con pepe, masala ed iliki,ho scambiato quattro parole in kiswahilicoi vecchi pescatori del Vasco de Gama Pillar,ho guardato le nuvole basse dell’Oceano,ho pensato alle chiappe di Fatuma,mi sono trovato sulla strada del ritorno,mi è venuta una grande tristezza,per un attimo ho visto la morte,ho dato fondo all’ultima vodkae finalmente ho dormito il sonno del giusto.
1990
ê1.SARENCOPOESIE SCELTE1961-1990
POETRY IS OVER COLLECTION
vIn memoria di Isaia Mabellini,in arte SARENCOSarenco, nome d’arte di Isaia Mabellini, è nato a Vobarno,sulle montagne della Vallesabbia, in provincia di Brescia, nel 1945. All’età di sedici anni, nel 1961, scrive la sua prima poesia. Nel 1963 produce la sua prima opera di ‘poesia visiva’. Nel 1965 la sua prima mostra di poesie visive. Dal 1966 ad oggi la sua attività espositiva conta centinaia di mostre nel mondo, quattro partecipazioni alla Bi…