Detesto le prefazioni • "Non leggermi"

Mallarmé ad un autore inedito che gli chiedeva un testo di presentazione o di sostegno: “Detesto le prefazioni anche se scritte dall’autore, a maggior ragione trovo deplorevoli quelle aggiunte da altri. Un vero libro, mio caro, non ha bisogno di presentazioni, procede per colpi di fulmine come la donna con l’amante, senza l’aiuto di un terzo, il marito…”. In tutto altro senso ho scritto: “Noli me legere” . Divieto di lettura che annuncia all’autore il suo congedo: “Non leggermi”. “Sopravvivo come testo da leggere solo grazie alla consumazione che, scrivendo, ti ha lentamente sottratto l’essere”. “Non saprai mai ciò che hai scritto, anche se non hai scritto che per saperlo”.

[Maurice Blanchot, Après coup, Les Editions Minuit 1983]

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mercoledì 6 luglio 2016

░ Su questa linea l'orizzonte quasi sutura

qui la siepe su questa linea
del pendio, il tuo podice che tiene
al punto in cui si curva il giunto, u chignju
dove i corpi si mischiano, dove si
articolano e si parlano toccandosi con la
capocchia il buco che va fino al grigio
in cui la camicia verde e i blu jeans
hanno lo stesso inizio




 
l’orizzonte quasi sutura o cerniera
dei tuoi jeans in un solo tratto asse
di legno dove la linea del tuo coccige
cavalca filo sottile o confine di pieghe
che più denso dove si fa cavo, cannitu e trunante,
o stretta indicibile o semplicemente lunga
e umida tenendosi all’altra estremità
tra saliva e mucosa luccichio dell’impalcatura
che nel lampo del varco debitamente s’immerge


da U Togu du Marsianu