Il passo a quinconce di Sandra Alexis Baldanders

V.S.Gaudio
Il passo a quinconce di Sandra Alexis Baldanders
e la falciatura della liquirizia
La Stimmung con W.G. Sebald
sull’anello di Saturno di Thomas Browne


u1.
Forse è la linea isomorfa dello schema a quinconce
che c’è nell’andatura di Sandra Alexis[1]
che non è certo una formazione cristallina, forse una stella
l’ammasso stellare delle Iadi, che c’è nel suo passo
quando viene costruito utilizzando i vertici di un quadrilatero
regolare e il punto in cui si intersecano le sue diagonali
come la spina dorsale degli uccelli e dei pesci
o che è nelle tracce dei quadrupedi che si muovono incrociando i passi
nella configurazione assunta dai corpi delle farfalle, dei bachi da seta
e delle falene, nella radice della felce acquatica
nel disco del girasole
nella pigna dei pini a ombrello
il passo a quinconce di Sandra Alexis è nelle piramidi egizie
o nella spaziatura degli alberi di melograno e dei gigli
nel giardino di Re Salomone
quando ho letto tutto questo di Thomas Browne[2]
e ho visto l’invisibilità e l’inafferrabilità di ciò che ci fa muovere,
ed è rimasto lo stesso un enigma
allora Sandra Alexis da dove è venuta in mongolfiera
fluttuante senza gravità in mezzo alle montagne di nuvole
o i teli ondeggianti che si aprivano e io guardavo fuori
oltre piazza Castello incontro alle remote lontananze color indaco
e verso il basso dove, lungo via Roma, o dall’altro lato
da piazza Solferino, verso Sud, inestricabile e nera,
intuivo la presenza della Terra
e in alto incollato sulla volta celeste quel quinconce
cosa c’è nel passo delle Iadi di Sandra Alexis
minuscoli punti d’oro, stelle in via Micca
erano disseminate in un deserto di solitudine
e io che poeta ero se nel mio studio non ho mai
tenuto un tarabuso per scoprire com’è che nasce
il richiamo, unico in tutta la natura e simile ai toni
più bassi del fagotto, che deve essere questo che c’era
nel passo di Sandra Alexis, il richiamo del tarabuso
unico in tutta la natura e simile ai toni più bassi del fagotto,
che ho udito in quel mezzogiorno di fine novembre
in via Micca dentro il quinconce che si costruisce
nella Cittadella di Torino, dove nulla è destinato a durare
la storia di quella traiettoria della contorsionista che
dopo aver toccato lo zenit volse alle tenebre come disse
Thomas Browne nella sua scienza che prevede la scomparsa
nell’oscurità e che non è un arco la storia di un individuo o di
una collettività o del mondo intero
e disse che Baldanders si presenta come una statua di pietra
distesa in mezzo al bosco o che cammina in via Micca a Torino
dinanzi al poeta e non ha l’aspetto di un antico eroe
teutonico e non indossa un’uniforme da soldato romano
Baldanders che era una grande quercia, una scrofa, un mucchio
di letame in un prato di trifoglio, in via Micca e giù lungo piazza
Solferino, un fiore bianco o un albero di gelso,
un tappeto di seta tanto che accadde quello che disse Thomas Browne
nulla è destinato a durare e Sandra Alexis Baldanders
sparì nell’oppio del tempo dentro un sole
autunnale che annunciava già come la luce sarebbe svanita
nella cenere, che presto quell’immagine di ora in ora
per come il tempo invecchia, ci fosse stato almeno un obelisco
o un arco trionfale, una piramide lungo i vertici
di quel quadrilatero o nel punto in cui si intersecano
le sue diagonali, lei si è persa nell’ammasso stellare delle Iadi
che era nel suo cosmogramma il punto in cui Mercurio
le garantiva il diritto alla memoria del poeta e forse a sparire
senza lasciare traccia come il seme del papavero che germoglia
ovunque ed è come quell’arco temporale di maggio in cui
la distesa dei papaveri sul dorso del ballast  ferroviario
scende inaspettatamente su di noi come se fosse il passo
di Sandra Alexis, e allora non desideriamo altro ormai
che essere dimenticati tanto che quell’assolutezza anonima
della sua andatura a bolina stretta così ripida[3] non è più
come il bicchiere integro e dal vetro così limpido, come
appena soffiato, del cardinale Farnese,
che sta nel “Musaeum Clausum” di Thomas Browne,
diagonalità del passo dentro la pietra di Saturno
pesante quadratura quant’altra mai
e perciò indistruttibile fantasma
segreto e dubbio che risparmiati dallo scorrere del tempo
saranno sempre la pietra levigata della melanconia
lungo il passo a quinconce in via Micca
fino a che trasmigri nell’albero di gelso
che ho smesso di potare e attorno al quale
nella luna calante di agosto ho evitato accuratamente
di falciare la liquirizia[4]

u2.
Sandra Alexis , come la falena del baco da seta,
è come una farfalla notturna, la falena dell’ermellino, Harpya vinula
la farfalla cobra, o Bombyx atlas, la monaca, Liparis monacha,
la farfalla di Elvas , Saturnia Elvas o Saturnia do Forte de Santa Luzia,
che vive sugli alberi di gelso bianco
e attorno c’è liquirizia che, quando venne in tournée in Italia
Joan as Police Woman, decantò una nota marca di caramelle
tanto che il poeta le additò quella pastigliata da Amarelli[5]
in Calabria e lei quando cantò Forever and a year mi fece pensare
che nel corso della sua breve vita che dura dalle sei
alle sette settimane va quattro volte in letargo
e a ogni fase, lasciato il vecchio involucro,
si risveglia in uno nuovo e diventa il baco da seta
sempre più bianco, più liscio, più grande e dunque più bello,
così disse W.G. Sebald[6] e raggiunge quindi la trasparenza
del fantasma,  e allora  smette di mangiare,
gira attorno senza posa come l’oggetto a al meridiano del poeta
cerca di  arrampicarsi in alto e punta al cielo
finché non ha trovato il posto giusto per poter filare il bozzolo
dell’analemma esponenziale che ricava dai succhi resinosi
secreti al suo interno, immagine speculare al girare senza posa
dell’oggetto a del poeta attorno al meridiano di Sandra Alexis
che tra i vertici della losanga di Lacan[7]
e le sue diagonali passa dall’albero di melograno
all’albero di gelso, dall’albero di fico all’albero
di pruno abbattuto lungo uno schema a quinconce
come se da lì nascesse il richiamo del tarabuso
unico in tutta la natura e simile ai toni più bassi
del fagotto e non da via Micca a Torino a fine
novembre dell’80 che è il tarabuso Baldanders,
la grande quercia che c’è qui nel bosco racchiuso
in un reticolato a quinconce in cui tengono la scrofa
di Sibari allevata a salsiccia arrostita e non ha
l’aspetto di un antico eroe teutonico,
Baldanders è Sandra Alexis ectomorfa longilinea[8]
che non è passata sotto gli archi trionfali, le piramidi
e gli obelischi ma come un baco da seta è riuscita
a farsi seta, oggetto a del poeta fino a che il seme
del papavero che germoglia ovunque nella terza
decade di maggio scendesse così rosso su di noi
a porre il desiderio ulteriore di essere finalmente
dimenticati

u3.
ed è sorprendente che si sia conservata così a lungo
senza subire alcun danno al meridiano del poeta
a 106° dal punto che ascende ad est
dove sono passati gli aratri e le guerre,
mentre crollavano e si sbriciolavano dimore,
storie e palazzi imponenti, e torri che un tempo
avevano lambito le nuvole,
dentro il “Musaeum Clausum” del poeta i jeans di Sandra Alexis;
gli stivali scalcagnati di Baldanders; “Astra” n.12 del 1980;
il reperto calligrafico di Baldanders sulla quarta di copertina
della rivista del “Corriere della Sera” che contiene
l’indicazione del luogo di nascita a Elvas in Portogallo;
il biglietto del tram da piazza Solferino al Parco in cui sostava
in quel novembre 1980 il Circo Orfei a Torino;
uno stolone di liquirizia ; la lettera del Conservador
do Registo Civil de Elvas in cui è dichiarato
che Baldanders non è nata né nell’anno indicato né prima e
né dopo in quella  città di frontiera (di origine romana e che fu fortezza araba)
del distretto di Portalegre nella provincia del Norte Alentejano;
un disegno a matita del percorso fatto da Sandra Alexis
da via Micca a piazza Solferino in cui va
col passo a quinconce di bolina stretta a 30°
tanto che  per  i 180° dell’angolo piatto dell’orizzonte
c’è la differenza dei 150° dell’aspetto del quinconce;
una foto-dipinto di Jan Saudek che raffigura il podice nudo,
che va dinanzi al poeta, di una modella che ha la morfologia
specchio dell’immagine ferma dell’allure di Sandra Alexis
fattasi oggetto a ; gli appunti sulla correlazione tra i tipi
morfologici, le leggi di Delsarte e la teoria dello spazio di Laban;
i Regolatori di intensità e le Forme di Feuillet connessi
con i tipi psicologici composti secondo la caratterologia francese;
un grafico con l’isotopia dell’ andatura  tra vela, equitazione
e morfologia di Sheldon; il cosmogramma di Sandra Alexis;
la losanga di Lacan proiettata sulla foto di Saudek
e disposta sul reticolato Aquino, consigliato per la  navigazione astronomica 
anche dal “Manuale dell’Ufficiale di rotta” dell’Istituto Idrografico,
che ha nei punti base del quinconce i connettori sintematici del suo passo;
un “roteiro” del centro histórico a quinconce di Elvas;
una guida in tre percorsi attorno ad Elvas, dalle imponenti
fortezze di Santa Luzia e della Graça, lungo il rio Guadiana,
che gli arabi chiamavano “Uádia Ana”, e di villaggio in villaggio
dal Barragem do Caia all’Aqueduto da Amoreira;
una piantina del Museo Militare al Forte di Santa Luzia
che ricorda la losanga di Lacan con lati di 150 metri,
tanti quanti sono i gradi dell’aspetto di quinconce;
una foto di Deborah Kara Unger, l’attrice di “The Hurricane” e “Crash”,
nata lo stesso giorno della contorsionista;
una foto di Natasha Richardson, l’attrice di  “Nell” e “Asylum”
figlia di Vanessa Redgrave, nata un giorno prima
e colpita dalla pietra di Saturno il 18 marzo 2009:
tutti oggetti contenuti, ogni qual volta quell’”Astra” salta fuori,
nel quinconce della sua maneira de andar che, adesso lo sappiamo,
è la vera pietra di Saturno, la paura che il nostro essere
vada incontro a una fine senza speranza alcuna
e che con Browne abbiamo conservato le tracce
di quella misteriosa attitudine alla trasmigrazione
che ha un oggetto qualsiasi quando passa con l’oggetto a
del poeta al suo meridiano, e fugge all’annichilimento
facendosi analemma esponenziale di quel passaggio
fino a che all’improvviso diventa cenere
senza che si abbia il tempo di capire
se la pira funebre fosse davvero
composta di alberi sempreverdi
e quel pezzo di tacco degli stivali di Baldanders
cosa starà dunque a significare?


[1] Cfr. V.S.Gaudio, La Maneira de Andar di Sandra Alexis. Estetica e teoria dell’andatura, “Lunarionuovo”, nuova serie n.15, aprile 2006.
[2] Cfr. W.G. Sebald, Gli anelli di Saturno[© 1995], trad. it. Adelphi, Milano 2010: ci si riferisce alla Parte Prima, dalle peripezie del teschio di Thomas Browne al Quinconce agli Esseri leggendari.
[3]“Sandra Alexis ha dunque la Leggerezza Laterale  e la Lentezza dell’Avanti  dell’Andatura Allascata ma sta andando di bolina stretta, che, invece, si ha quando la poppa riceve il vento con un angolo di circa 30°: stringe al massimo il vento, navigando  e va al trotto, cavalcando(…).Basta per farne la figura che interpreti i jeans come pura percezione sensitiva alla Hume?”: V.S.Gaudio, loc.cit., pag.10:4.L’aura di Sandra Alexis nell’andatura leggera-laterale che sta andando di bolina stretta.
[4] Come a preservarne l’uso per i catarri di petto e le infiammazioni della mucosa faringea, cosicché il richiamo di Tarabuso-Baldanders non abbia incrinature nei toni più bassi e più maceranti.
6 Cfr. W.G. Sebald, op. cit.: Parte Decima.
7 Tra l’immagine, il desiderio, la traccia e l’Altro con il punto dell’intreccio delle diagonali che è l’angoscia(-φ).
8 L’orientamento Diagonale e l’estensione del movimento Altissima e Verticale sono alla base del potenziale grado di attrazione dell’andatura del tipo longilineo ectomorfo[cfr. 3.L’accento spaziale della maneira de andar di Sandra Alexis e i Regolatori di Intensità dell’andatura, in: V.S.Gaudio, loc.cit.:pag. 9]; fosse stata Sandra Alexis una normolinea mesomorfa, l’estensione del movimento avrebbe dovuto essere Bilaterale, ma per avere, la stessa, una direzione Diagonale , dei 4 Regolatori di Intensità, sarebbero quelli della Forza(debole/forte) e dello Spazio(Largo/Stretto) a
dover essere regolati verso il + per poter dare un punctum attrattivo a questo soggetto morfologico. Nel testo pubblicato in “Lunarionuovo”,non  abbiamo considerato i 4 tipi di Forma dell’andatura: Sandra Alexis con il passo a quinconce ne attuava due. Quello a forma “aperta”, il 4, e quello a forma “diritta”, l’1. Le altre due Forme di Feuillet sono: 3, “rotonda”(o “circolare”), e 2, “ondulata”(o “serpentina”).

 u La  foto di Deborah Kara Unger nel Musaeum Clausum del poeta:
nata lo stesso giorno della contorsionista del “Circo Orfei”,
è in lei  che è trasmigrato il  Baldanders e  ha dunque anche lei
il  passo a quinconce, adagio non-emotivo, non-attivo, primario
con la diagonalità  e l’inclinazione ripida che le darebbe un’
estensione alta  del movimento? u


 ® La Stimmung con W.G.Sebald  è anche in “Il limite di Schönberg”, la rubrica di Alessandro & V.S.Gaudio, in “Lunarionuovo” n.45, novembre 2011: →http://www.lunarionuovo.it/?p=302 .

Commenti

Anonimo ha detto…
Oh, Sandra Alexis farfalla del tarabuso,tra la frontalità lenta di Saturno e il passo diagonale o lento e verticale di Urano!
Alan Amorosi

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