La finestra di Francesca Woodman


Per la Woodman, non ci sono dubbi, dovremmo proprio fare una leggera dissertazione sulla “finestra”, per quanto leggera possa essere una dissertazione su un concetto chiave di Jacques Lacan…ma sarebbe troppo complicato tirarci dentro l’oggetto a che, in ogni suicida, cade in modo talmente significante da essere trascinato nell’automatismo meccanico insito nella precipitazione-suicidio, che non si realizza mai in una cornice qualsiasi: è alla finestra, se non attraverso la finestra, che si fa ricorso a una struttura che non è altro se non quella del fantasma(cfr.Jacques Lacan, Da a ai Nomi-del-Padre, in: Idem, Il seminario, Libro X, trad.it. Einaudi 2007):nello stesso autoritratto puberale , che è la sua prima foto, c’è, tra bastone, occhio e mano, ciò che non ha nome, ed è la sua Herkunft, la “provenienza”, la finestra che è alle sue spalle, l’oggetto a mai così invisibile, mai così onnipresente e incancellabile.
http://www.ilpost.it/alessandrateclagerevini/2011/05/09/francesca-woodman/

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