E' morto Christopher Hitchens, l'ateo nemico dei conformisti

Addio all'intellettuale di sinistra che si schierò con Bush
Hitchens, l'ateo ribelle nemico dei conformisti e amato dagli avversari
Giornalista e scrittore Ha preso di mira cattolici, mormoni, ebrei, «islamofascisti»

Dal corrispondente  del Corriere della Sera Stefano Montefiori
PARIGI - Christopher Hitchens è morto, e la fine di qualsiasi altro giornalista, scrittore o polemista che avesse scritto o detto metà delle sue frasi assassine (è un complimento) ispirerebbe ora probabilmente turbamento, in qualche caso sollievo, o silenzio. Invece «Hitch» era talmente bravo da essere fino all'ultimo, e sempre di più, amato, ammirato, in malattia coccolato e - tra le persone meno vicine alle sue idee - ricoperto da quell'affetto incondizionato che si prova per un figlio forse impertinente, ma in fondo ricco di così tanto, tanto talento.
Da quando il sito di «Vanity Fair» ha annunciato, ieri mattina, che il 62enne Hitchens, malato di cancro all'esofago, aveva chiuso gli occhi per sempre, lo stesso mondo che si appresta a celebrare il Natale piange per la perdita dell'uomo che se la prese violentemente e ripetutamente - tra gli altri - con la Chiesa cattolica, quella mormone, la festa ebraica della Hannukah, quella cristiana del Natale (appunto) e Madre Teresa di Calcutta (titolando il libro, con blasfema genialità, “La posizione della missionaria” ), e si avventò contro lo scarso senso dell'umorismo delle donne, e poi attaccò Henry Kissinger, Bill Clinton, Fidel Castro, Cindy Sheehan (la mamma pacifista ostile alla guerra in Iraq, lui era a favore), Benedetto XVI, naturalmente gli «islamofascisti» e infine, con coerente e felice scelta di tempo, Dio.




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