Blue Amorosi ● Tre cose e le mani

 
E adesso che cosa vedi?
Tre cose, una rossa, una gialla
e una blu.
Un momento!E adesso?
Cavalieri in armi, donne bellissime, volti gentili
e anime che mirano in alto e lavori di mano,
ascolto la storia di uno sconosciuto.
Prova questa, adesso.
Un campo di grano, no: una città.
E’ bellissimo il giorno.
C’è solo un bicchiere sul tavolo.
Ah, ancora questa, seduta
senza parole, lascia che la notte
passi in silenzio senza fare rumore
stai nella stanza consueta
e tutti noi suonatori, dal più grande
al più umile,scrittori di musica
e narratori di storie siamo seduti
ai tuoi piedi o stiamo ritti e tu seduta
a cantarcela e ti ascoltiamo che canti
dopo aver suonato il violino tutto il giorno
tanto che adesso ti duole la mano
e io sempre lì, quand’ero ragazzo
senza regole e capriccioso vagabondavo
con un fucile in mano nel bosco
e tra gli aranceti vicino alla Cibbia
e ho sparato a un pettirosso troncandogli di netto
la testa e quello cadde con un grido gutturale
ai miei piedi, la testa spezzata
tanto che è per questo che ti ascolto
per queste tre cose, il cielo velato e c’è chi
barcolla nell’oscurità, poche le stelle
e lasciamo che la notte passi in silenzio
in qualche modo siamo sulla strada giusta
e io chiamo con tutta la voce che ho in corpo:
Oh, violinista, oh, cantante e suonatrice!
E tu in camicia da notte, agitando le mani
e ruggendo contro i poeti e tutti i fabbricatori
di sogni: “Tu ubriacone di un poeta!”
e io rimango lì oscillando avanti e indietro
come se fossi tra le tue mani e prendessi
colpi di bastone finché finito
cado ai tuoi piedi

(da: Se fosse l’Antologia delle tre cose…)

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