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Milva ▒ Bel je bouche


Ça bouche, Sade rouge?

by v.s. gaudio
C’era la luna l’altra sera e la terra scintillava e ricordo che
Bélzeboubou così come lo vuole Emilio Villa , bel je bouche,
tutt’a un tratto ne ebbe pieni i coglioni della festa o della partita
e si mise a pensare a Berlino e non si sa a quale ombra delle
tavole mnemoniche del nolano e poi si disse là mon suc
monnaisynx Tutival je suis un homme Ouvert e che cazzo
me ne faccio io di una delle tavole mnemoniche l’individuo non
è un fatto né una cosa fatta ammesso l’abbia mai fatto
sarà profondo indivisibile acuto prima che se ne vada a Berlino
dove non c’è le Louvre ma c’è la fièvre seulipsisse qui m’ange
qui s’unge seulange contre toute piège et le Gigot de l’orage
après ça aprés la boucheSade ou la Palisse-sade il faut sauter
la copcofabulation ou la chanson ou l’action nationale et
la géométrie du divisible et de la foudre en outre
la bouche la mappe de la bouche ou l’hauteur de l’oreille
et donc la biffe l’écriture de la bitte  la salivation de Lilith
→ da: la boucheSade avec Emilio Villa



Hit Parade della Settimana

Manca il cappello in Ai no Corrida.

TAM TAM 3/4 ▐ Una poesia di V.S. Gaudio

Tam Tamn.3-4 Rivista trimestrale di poesia Edizioni Geiger Torino
1° semestre 1973

Indice  34 V.S.Gaudio Una poesia

Aida Maria Zoppetti ░ Temporale in mezzo alla foresta

Accordo temporale Malgrado i grilli che aveva per la testa aveva l’aria d’esser così lento che il nome vento era quasi vuoto. E fu così che in mezzo alla foresta lui fece voto, promessa, alla tempesta di esserle, nel tempo, più devoto.
Äricreazione                                                                                               blog artificiale d'arte e artifizi 900° POST DI GAUDIA 2.0

Effrazione con le mollette nell'abitazione di Marisa Aino, Alessandro Gaudio e V.S.Gaudio a Villapiana Lido

Se messo a letto, un verso ⁞

Se messo a letto, un verso, anche il più cancellato, è come una città opportuna, ha maniglie d’ottone, un astratto asteroide, un po’ come la mia Torino, e il treno, come verseggiava Luciano Erba, non può essere lontano, questo emisfero o stufa, anfratto asteroide, scrisse, nella sua Stimmung, Maria Luisa Spaziani: buonanotte e sotto a sinistra dio, sulla stessa riga a destra: mano, e sotto la mano: -UUNG! WELTANSCHA- era nella pagina prima, sopra (e il treno non può essere lontano).

Aida Maria Zoppetti ⁞ COSA

Cosa
        – lì dove guardo –
        è un sostantivo
        cosa mi opprime
        e non dirò più nulla
        cosa scende la sera
        e cosa appare
        cosa sorpresa
        quando l’ho veduta
        rosa e leggera
        leggera è un aggettivo
        e rosa è il ramo
        (ignora il vento)
        – dormiamo?

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