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♦ Parrottëvend

Parrottëvend
by Gaudio Malaguzzi
A Parrottëvend, come un po’ è avvenuto anche a Perast, per quanto ne narri Thomas Bernhard in Perast[i], un pellegrino o un poeta aveva interpellato diverse persone per sapere a chi fossero appartenuti in passato i palazzi e gli altri edifici abbandonati( la stazione ferroviaria, la scuola elementare, la pretura, il casino dove esercitava negli anni Sessanta Aurora la puttana di Taranto e prima ancora Esterina la Bionda e sua figlia Gina, negli anni a seguire, e dove, parimenti, abitava un tal Gambardella napoletano per quanto l’edificio fosse inabitabile e quei siciliani, che, dandosi come produttori di vino, di vino non ne avevano mai fatto, e allora che cazzo erano venuti a fare?)e già quasi completamente in rovina, anche quello che non c’era più perché fu il budello del prigioniero , nonno del poeta.
Ma le persone, dal pellegrino o dal poeta interpellate, per quanto fossero in apparenza normali pur essendo stranamente senza scarpe, si erano limitate a ridere alle domande del poeta, si erano girate dall’altra parte e avevano preso il largo. Un paio di chilometri o tre se non quattro più avanti, nel territorio dell’altro comune contiguo verso sud, il poeta ha saputo che a Parrottëvend non c’era più una sola persona normale e tutti si erano fatti poeti e scrittori e anche giornalisti, che tutta la città era stata lasciata in mano a un bel numero di scalzacani pazzi che lì potevano fare quello che volevano, scrivere versi e romanzi, fare ricerche per conto proprio, della regione, dell’università e della ragion di stato  e scrivere anche articoli per i giornali locali, e che lo Stato riforniva di generi alimentari facendo loro aprire continuamente tutti gli stores che vogliono di volta in volta aprire.




[i] Contenuto in : Thomas Bernhard, L’imitatore di voci, © 1978, trad. it. Adelphi, Milano 1987.

Hit Parade della Settimana

Manca il cappello in Ai no Corrida.

TAM TAM 3/4 ▐ Una poesia di V.S. Gaudio

Tam Tamn.3-4 Rivista trimestrale di poesia Edizioni Geiger Torino
1° semestre 1973

Indice  34 V.S.Gaudio Una poesia

Aida Maria Zoppetti ░ Temporale in mezzo alla foresta

Accordo temporale Malgrado i grilli che aveva per la testa aveva l’aria d’esser così lento che il nome vento era quasi vuoto. E fu così che in mezzo alla foresta lui fece voto, promessa, alla tempesta di esserle, nel tempo, più devoto.
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Effrazione con le mollette nell'abitazione di Marisa Aino, Alessandro Gaudio e V.S.Gaudio a Villapiana Lido

Se messo a letto, un verso ⁞

Se messo a letto, un verso, anche il più cancellato, è come una città opportuna, ha maniglie d’ottone, un astratto asteroide, un po’ come la mia Torino, e il treno, come verseggiava Luciano Erba, non può essere lontano, questo emisfero o stufa, anfratto asteroide, scrisse, nella sua Stimmung, Maria Luisa Spaziani: buonanotte e sotto a sinistra dio, sulla stessa riga a destra: mano, e sotto la mano: -UUNG! WELTANSCHA- era nella pagina prima, sopra (e il treno non può essere lontano).

Aida Maria Zoppetti ⁞ COSA

Cosa
        – lì dove guardo –
        è un sostantivo
        cosa mi opprime
        e non dirò più nulla
        cosa scende la sera
        e cosa appare
        cosa sorpresa
        quando l’ho veduta
        rosa e leggera
        leggera è un aggettivo
        e rosa è il ramo
        (ignora il vento)
        – dormiamo?

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