Mia Nonna dello Zen ♦ Ermeneutica del diritto di proprietà di mio nipote V.S.Gaudio

Mia Nonna dello Zen a Paul Ricoeur
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Che ne è del diritto della proprietà 
di mio nipote il poeta?

Vorrei citare al riguardo un testo di Kant, tratto da Per la pace perpetua, che richiama al “diritto della proprietà comune della superficie terrestre, sulla quale, in quanto sferica,  gli uomini non possono disperdersi all’infinito, ma alla fine devono sopportare di stare l’uno al fianco dell’altro; originariamente però nessuno ha più diritto di un altro ad abitare una località della Terra”.
[►da: Paul Ricoeur, Straniero, io stesso, in: Idem, Ermeneutica delle migrazioni, Mimesis 2013]
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Se quello che Paul Ricoeur chiama l’”abitante stanziale della nazione” è uno gliarone e sappiamo che lui ha più diritto di mio nipote, che è straniero perché non avendo il cognome di appartenenza non ha nemmeno la nazionalità, ad abitare la località della Terra in cui hanno formato l’atto di nascita di mio nipote, questo abitante stanziale della nazione, giacché non può disperdersi all’infinito, e avendo il diritto di abitare una località della Terra, una volta occupatala, tutto quello che afferiva al diritto alla proprietà di mio nipote, essendo stato fatto abitante stanziale della nazione nella stessa località occupata dallo gliarone, sarà trasferito e inglobato alla proprietà infinita dello gliarone?
[→ da: Mia Nonna dello ZenSe l’articolo 22 della Costituzione è stato violato, il diritto della proprietà è dello gliarone ?]


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